Festa della Liberazione, Decaro cita Erodoto e ricorda gli eroi baresi della resistenza

Il primo cittadino ha postato su Facebook il suo discorso al Sacrario dei Caduti d'Oltremare. "Dedico il 25 aprile al sindaco di Lampedusa Nicolini", ha spiegato

"Non esiste uomo folle al punto di preferire la guerra alla pace. In pace i figli seppelliscono i padri, in guerra sono invece i padri a seppellire i figli". Il sindaco Antonio Decaro prende in prestito una frase dello storico greco Erodoto per ricordare, durante il suo discorso al Sacrario dei Caduti d'Oltremare, le pesanti perdite che portano le guerre. Le stesse perdite che ha avuto la città di Bari e che il primo cittadino ha voluto ricordare nella giornata del 72esimo anniverario della Liberazione d'Italia.  

Le sua parole sono state così dedicate agli eroi della resistenza barese. "Voglio, ancora una volta, ricordare i valorosi ragazzi di Bari Vecchia - ha spiegato alla folla riunita -, i lavoratori del Porto di Bari, il giovanissimo Michele Romito, le vittime innocenti di via Nicolò dell’Arca, voglio ricordare il sacrificio del generale Bellomo e  Giorgio Salamanna, testimone del dramma di tanti giovanissimi pugliesi strappati ai loro affetti e alla loro terra per combattere una insensata e drammatica guerra nei Balcani". La città, come ha spiegato il primo cittadino, è da sempre un presidio di libertà e non è un caso quindi  che il suo pensiero sia andato a cittadini, giovani intellettuali e agli esponenti politici che parteciparono alla prima assemblea del Comitato di Liberazione Nazionale, organizzato nel gennaio del 1944 all'interno del teatro Piccinni.

Poi un passaggio sull'impegno delle amministrazioni: "Resistere significa andare controcorrente - ha commentato Decaro -, avere il coraggio di essere un sindaco che non rinuncia ad accogliere, a discutere con i propri concittadini, a contrastare i subdoli tentativi del malaffare di insinuarsi nelle pratiche quotidiane, avere la forza di insegnare che non sempre la strada giusta è quella più breve o la più facile". Nel suo discorso il primo cittadino ha anche citato Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa insignita qualche giorno fa del premio Unesco per la pace, a cui ha dedicato la giornata del 25 aprile, in quanto " sempre in prima linea per difendere la libertà degli ultimi".

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Dopo la cerimonia al Sacrario una seconda corona di alloro è stata posta davanti alla lapide commemorativa affissa sulla facciata esterna di Palazzo di Città. Momento che ha preceduto la 'Passeggiata antifascista' per le vie e per i monumenti simbolo della resistenza a Bari.

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