Cronaca Japigia / Via Caldarola

Fibronit, tutto fermo. Muro a rischio crollo, il Comitato: "Agire presto"

Su via Caldarola una parete è ormai obliqua e rigonfia. Dietro, amianto quasi in superficie, ricoperto solo da un telone. Bonifica ancora bloccata per i ricorsi al Tar. Brescia: "Fa rabbia  sentir dire pubblicamente che il problema Fibronit è risolto"

Sempre più pendente e pericoloso, per le auto in transito e gli abitanti della zona: il muro di cinta dell'area Fibronit a Japigia, appare sempre più precario, in particolare sul lato di via Caldarola, all'altezza del semaforo-incrocio di via Aristosseno. La parete è obliqua in modo evidente, spinta dalla vegetazione presente nell'area. Un problema arginato in parte alcune decine di metri più avanti, dove anni fa sono stati posizionati alcuni puntelli, metodo non applicabile su quel tratto, perché creerebbe un imbuto alla circolazione.

A preoccupare maggiormente, però, non è il muro, ormai rigonfio: "Dietro - spiega Nicola Brescia, del Comitato Cittadino Fibronit - è stato trovato dell'amianto allo stato quasi superficiale, attualmente ricoperto da un telo. Sarebbe pericoloso non intervenire perché la parete potrebbe crollare, prima o poi. Chiediamo si intervenga al più presto".

Il Comitato, nei giorni scorsi, ha voluto lanciare un'iniziativa per sollecitare le istituzioni a sbloccare l'eterna questione dell'area ex fabbrica di amianto, la cui bonifica definitiva, con costruzione del parco, è tutt'ora ferma in attesa di due ricorsi al Tar di aziende non vincitrici dell'appalto: "Proprio un mese e mezzo fa - afferma Brescia - è stata rinviata l'udienza in Tribunale. Assieme a tanti cittadini baresi, lunedì abbiamo inviato decine di mail al presidente della Regione Puglia, al sindaco di Bari ed al vescovo di Bari. La nostra provocazione sinora non ha ottenuto, ovviamente, alcuna risposta, e questo non ci meraviglia e poco conta: per noi era importante sottolineare che sono tanti i cittadini che non hanno più nessuna voglia di ascoltare banali giustificazioni e rassicurazioni" 

"Fa rabbia - prosegue Brescia - sentir dire pubblicamente che il problema Fibronit è risolto. La politica, a nostro avviso, potrebbe stimolare il Tar a essere più celere, sottolineando l'emergenza sanitaria della questione. Non capiamo cosa si stia aspettando prima di agire".

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