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Dall'ex Fibronit al Parco della Rinascita, quando ripartono i lavori? Il Comune attende il permesso di riuso delle aree

L'iter è partito non appena terminati i lavori di bonifica dell'ex 'fabbrica della morte'. "E' normale che sia un procedimento lungo, perché parliamo di un'area industriale particolarmente inquinata", assicura l'assessore Galasso

Cinque dicembre 2019: con la fine delle operazioni di bonifica dell'ex Fibronit di Bari, si chiude un'importante ferita per la città e il progetto del Parco della Rinascita sembra voler relegare la 'fabbrica della morte' a un passato da dimenticare. Eppure nei quasi due anni successivi, del nuovo progetto non si sono avute novità, se non l'inserimento nel Piano triennale delle opere pubbliche 2020-2022 approvato dalla Giunta del Comune di Bari a settembre dello scorso anno. Cosa ne è stato di una delle progettualità più importanti del primo mandato da sindaco di Antonio Decaro.

In attesa della restituzione delle aree agli usi consentiti

A fare il punto sulla situazione dei lavori è l'assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso, ricordando che di fatto il progetto del Parco della Rinascita non si è mai bloccato, ma è 'in attesa', per la precisione di un permesso necessario all'avvio dei lavori. "Stiamo procedendo con l'istruttoria per la restituzione agli usi consentiti dell'area - assicura Galasso a BariToday - che nel caso dell'ex Fibronit permette la possibilità di sdoppiare la restituzione agli usi consentiti in superfice da quella del sottosuolo". Tradotto: si è in attesa di ottenere il permesso per costruire sul soprassuolo, pensandolo come un'entità separata dal sottosuolo dove, soprattutto in caso di terreni bonificati, il tempo di attesa è più lungo. "Questo perché l'obiettivo è quello di partire il prima possibile con i lavori, anche soltanto per un primo lotto, per cui in fase di progettazione preliminare si era prefissato un finanziamento da cinque milioni di euro. Naturalmente se le risorse a disposizioni dovessero essere maggiori, il primo lotto per il parco riguarderà un'area più grande". 

Prima di ottenere il permesso per il riuso del soprassuolo, però, bisognerà completare il complesso iter che vede in campo, oltre al Comune di Bari, anche Arpa, Minstero dell'Ambiente e Ispra. Passaggio obbligato prima di avviare il bando per l'esecuzione dei lavori. "Non abbiamo subito rallentamento legati alla pandemia - assicura Galasso - Si tratta di un iter fisiologicamente così lungo. D'altronde parliamo di un'ex area industriale inquinata". Non bisogna dimenticare poi che l'idea di anticipare il progetto preliminare del primo stralcio del parco - "sintesi di un processo partecipativo coordinato dal Comitato cittadino Fibronit" assicura l'assessore - voleva essere un modo per farsi trovare pronti una volta ottenuto il permesso. Quali sono i prossimi step che seguiranno alla fine dell'istruttoria? "Prima la progettazione esecutiva, poi il bando di gara per l'affidamento dei lavori. Una volta affidati i lavori, si potrà partire con il cantiere del parco, anche solo per un primo lotto".

Il Comitato Fibronit: "Fondamentale il dialogo con i cittadini"

In tanti sono in attesa di questa piccola rivoluzione per la città. In primis chi 'è stato alle calcagna' dell'amministrazione affinché la bonifica partisse e che ha dato il suo fondamentale apporto per la nascita del futuro Parco della Rinascita: i componenti del Comitato ex Fibronit. Un percorso di cui è soddisfatto anche il presidente del Comitato, Nicola Brescia: "L'apporto dei cittadini è stato fondamentale - assicura -  E non solo per i consigli dati in fase di progettazione preliminare del futuro parco. Domani abbiamo in programma un incontro con il sindaco Decaro e l'assessore Galasso sul tema per discutere dei lavori".

E se il futuro Parco della Rinascita si trasformerà in un ampio 'polmone verde' per Bari, è anche merito loro: "Quando è partita la bonifica - racconta Brescia - si diceva che solo un terzo dell'area era fruibile per la costruzione. Poi abbiamo fatto delle ricerche e ci siamo accorti che invece si trattava di una teoria, perché non c'era nessun riscontro a livello di documenti, facendolo presente all'amministrazione e alla ditta Teorema che ha gestito le operazioni di bonifica. Ci prendiamo i meriti di questo piccolo successo".

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