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Fiera del Levante, nasce la nuova società. Centrodestra e M5S: "Ricorreremo al Tar"

Le opposizioni dicono no all'intesa che verrà stipulata tra 5 giorni per la concessione sessantennale del vecchio ente a Camera di Commercio e Bologna Fiere: "Impugneremo l'atto"

"Se la convenzione verrà firmata la impugneremo al Tar perché, a nostro avviso, si tratta di un atto illegittimo": Centrodestra e M5S al Comune di Bari sul piede di guerra in vista della sigla dell'accordo per la nuova società che rileverà le quote della Fiera del Levante. Il 12, infatti, sarà stipulato l'accordo che vedrà l'Ente trasformarsi in una newco con al 90% delle quote la Camera di Commercio e al 10% Bologna Fiere, con una concessione sessantennale. Le Opposizioni a Palazzo di Città hanno annunciato battaglia nel corso di una conferenza stampa, questa mattina: "I consiglieri comunali vengono ignorati - ha affermato Sabino Mangano (M5S) -. Non sappiamo, ad oggi, neppure il nome della società, dalla quale scompaiono, come soci, il Comune e la Città Metropolitana. Le Fiere di Bologna, inoltre, non sono, a nostro avviso, in perfetto stato organizzativo e contabile, visto che il bilancio 2015 si sarebbe chiuso con un passivo di 9 milioni. Non crediamo sia giusto affidarci a chi versa in queste condizioni. Si poteva invece immaginare un coinvolgimento degli imprenditori baresi, come avvenne negli anni '20 del secolo scorso".

Riserve anche dal centrodestra che ha 'svuotato' un borsello di trucchi e smalti sulla scrivania in sala commissione: "No alla Fiera del rossetto", ha ironizzato Filippo Melchiorre (Fratelli d'Italia) affermando che i nuovi soci emiliani "sono realtà che non insegnano nulla a noi. È una storia che fa venire la pelle d'oca. Ci facciamo commissariare da chi ha condotto in maniera schizofrenica la realtà". Giuseppe Carrieri (Impegno Civile) sottolinea il "pasticcio totale" dell'accordo: "Non è stato nemmeno approvato il bilancio 2015 della FdL. A nostro avviso i commissari che firmeranno l'intesa sono totalmente illegittimi perché, nominati a marzo, sarebbero potuti rimanere solo 6 mesi. E' intervenuta, invece una proroga, non prevista dallo statuto dell'Ente. Impugneremo la concessione e non ci limiteremo a dire no. Presenteremo anche una risoluzione urgente al Consiglio comunale affrontare il problema. Da Palazzo di Città si doveva gestire diversamente il tutto, costituendo, magari, una società per la gestione delle Fiere, puntando su un hub dell'economia verde e delle start-up. Si è preferito, invece, cercare un accordo con una società, come Bologna Fiere, che riteniamo essere abbastanza inguaiata dal punto di vista economico".

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