Cronaca

Fiera, tempo di bilanci. Viesti: "Nel 2012 sarà vetrina della qualità"

In conferenza stampa Viesti fa un bilancio della 75esima edizione, mettendo in luce criticità e punti di debolezza, a cominciare dalla scelta sbagliata del biglietto a 7 euro. Per la prossima edizione annuncia: "Non sarà più una campionaria, ma una vetrina della qualità per alcuni settori"

Un momento della conferenza stampa di oggi

E' tempo di bilanci per la Fiera del Levante. Archiviata la 75esima edizione, l'edizione della "transizione" che sarà ricordata soprattutto per la contestata scelta dell'abolizione dei biglietti omaggio , il presidente Viesti convoca una conferenza stampa per fare il punto della situazione. Affiancato dal segretario dell'Ente Fiera, Leo Volpicella, dall'assessore provinciale alle Attività produttive Onofrio Resta, e dall'assessore comunale all'Attuazione del Programma Filippo Barattatolo, Viesti snocciola dati e numeri sulla campionaria appena conclusa.

In primo piano le cifre sul calo dell'affluenza, ridottasi di almeno un terzo (dai 270.000 ingressi del 2010 ai 180.000 di questa edizione, di cui 60.000 nei tre pomeriggi di ingresso grauito) rispetto all'anno scorso. Una performance nettamente negativa, ma imputabile soltanto in parte, secondo Viesti, all'abolizione dei biglietti omaggio (100.000 nella passata edizione). Una scelta che il presidente della Fiera continua infatti a difendere ("Erano un privilegio che restava confinato nel circuito della politica"), stigmatizzando piuttosto la decisione di aver fissato a 7 euro il biglietto d'ingresso: "Ci siamo resi conto - ha ammesso il presidente, riferendosi al calo di visitatori - che avevamo in mano un prodotto debole, e che l'ingresso a 6,50 euro reggeva solo grazie al circuito dei biglietti omaggio. Probabilmente con un biglietto di ingresso a tre euro le cose sarebbero andate diversamente". E parlando delle promozioni attivate per sostenere l'affluenza, inclusa quella dei tre pomeriggi a ingresso gratuito, Viesti rileva un'altra criticità, legata al fatto che molti cittadini non siano stati adeguatamente informati delle promozioni e delle iniziative della Fiera: "Questo ente non sa comunicare - ha commentato Viestin proposito - comunica ancora male e su questo dovremo lavorare molto in futuro".

E tutta proiettata sul futuro è la seconda parte del discorso affrontato dal presidente della Fiera. Innanzitutto sul futuro della "campionaria internazionale" di settembre, che, annuncia Viesti, dal prossimo anno non sarà più una "campionaria". L'intenzione è invece quella di trasformare la Fiera di settembre in una "vetrina della qualità" riservata ad alcuni settori. Tra quelli citati da Viesti l'agroalimentare, "importante ma ancora sottorappresentato in Fiera", l'artigianato internazionale, seguendo l'esempio di successo della Galleria delle Nazioni, ma anche l'artigianato locale, la cui presenza in Fiera, rileva Viesti, "va certamente incoraggiata". "Auspico anche - ha detto poi il presidente - una diversa cerimonia inaugurale. Meno paludata e più aperta ai cittadini".

Ma a cambiare volto non sarà soltanto l'appuntamento di settembre. Sarà lo stesso quartiere fieristico, che il Cda mira a trasformare in un punto di riferimento per la città 365 giorni all'anno, puntando su tre elementi:le fiere e le manifestazioni, i congressi (con la nascita del polo congressuale nel nuovo padiglione) e le attività permanenti.

"Vogliamo dare ai baresi - ha concluso il presidente Viesti - la possibilità di venire a passeggiare in Fiera tutto l'anno. Vogliamo che la Fiera continui ad essere un patrimonio e un orgoglio per la città".
 

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