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Dallo sportello per le partorienti alle strutture per l'assistenza sanitaria dei senzatetto: nuovi servizi contro la marginalità adulta

Potenziati alcuni interventi di Welfare già esistenti, come il Servizio sociale professionale, ma con i fondi approvati dalla Giunta saranno realizzate anche le 'Case della genitorialità' e le 'Case di comunità per persone vulnerabili'

Si rafforza la rete degli interventi contro la grave marginalità adulta sul territorio comunale barese, con il potenziamento di servizi già esistenti e l'introduzione di nuovi a sostegno delle persone senza fissa dimora (PON Inclusione) e dei bisogni dei soggetti fragili (PO I FEAD). È stato approvato negli scorsi giorni dalla Giunta comunale il nuovo piano di interventi complessivi a contrasto della grave marginalità adulta, su proposta dell'assessore al Welfare, Francesca Bottalico. Prosegue così il lavoro messo in campo dalla rete Welfare del Comune, che in 4 anni ha seguito più di 500 persone, supportandole a livello psicologico, sociale e abitativo.

I servizi finanziati

Nello specifico sono cinque i servizi finanziati dalla Giunta, per un importo complessivo di 1095 euro. Si parte dal potenziamento del Servizio sociale professionale: con 35mila saranno assunte a tempo indeterminato quattro specialisti, che si occuperanno degli interventi di presa in carico sociale e di accompagnamento delle persone senza fissa dimora e in condizione di grave marginalità, con l'obiettivo di fargli ricostituire una rete di legami sociali.

Con 80mila euro è stata invece finanziata l'Upe - Unità di contrasto alla povertà estrema, che focalizza la sua attenzione alle persone con gravi difficoltà economiche, offrendo loro anche un tutor di prossimità e uno di cittadinanza. Tra le azioni messe in campo dall'Upe ci sono counselling psicologico, mediazione interculturale,  tutela legale, orientamento ai servizi, accompagnamento fisico ai servizi, con l’obiettivo di favorire l’accesso a opportunità /servizi specifici di valorizzazione delle capacità di resilienza e sviluppo dell’autonomia individuale anche in termini di autonomia alloggiativa. Ci sono poi le Case di comunità per persone vulnerabili, finanziate con 250mila euro: si tratta di strutture designate specificatamente per coloro che - al fianco della marginalità sociale - hanno necessità di cure specifiche (dipendenze patologiche, disagio psicologico, psichiatrico, ecc.) e per questo non possono essere accolte nelle normali strutture preposte, né hanno i requisiti per l'ospedalizzazione. Saranno perciò divisi in Social hub di comunità e condomini sociali: i primi sono costituiti da ampie strutture, il secondo da unità abitative con capienza minima di sei posti letto, rivolte principalmente a nuclei familiari con membri particolarmente vulnerabili. Entrambe le tipologie sono a bassa intensità assistenziale, funzionanti per 24 ore, tutti i giorni, e assistite da personale sociale e sanitario.

C'è poi il progetto Casa della genitorialità - i primi 1000 giorni', finanziato con 130mila euro: uno sportello informativo e di mediazione a supporto delle partorienti sole e/o in condizioni di fragilità socio - economica, istituito nel reparto materno infantile dei presidi ospedalieri cittadini, con una particolare attenzione ai nuclei familiari con figli di età compresa tra 0 e 3 anni (i cosiddetti 1000 giorni), supportato da un’azione di supervisione/valutazione scientifica sulla presa in carico di nuclei vulnerabili e neo genitori.

Con 600mila euro, infine, sarà attivato lo sportello cittadino per il contrasto alla povertà, i patti di servizio e Social bag. In questo caso parliamo di misure di accompagnamento dirette al sostegno individualizzato all’utente (educativa alimentare, consulenza nella gestione del bilancio familiare, orientamento ai servizi, consulenza legale o psicologica), al fine di promuovere la sua autonomia a partire dai suoi bisogni e dalle sue risorse. Rientra in questo anche la distribuzione delle Social Bag, che contengono beni alimentari, indumenti intimi, prodotti per l’emergenza, per la prima infanzia, farmaci, ecc.

"Non rappresenta una risposta al bisogno immediato - ricorda l'assessore Bottalico a proposito delle iniziative - ma una vera e propria presa in carico complessiva e in rete con il territorio attraverso un approccio integrato  e multidisciplinare. Gli interventi saranno rivolti sia alle persone senza dimora sia alle famiglie in condizioni di povertà, con un’attenzione particolare ai nuclei familiari alle prese con l’esperienza della genitorialità e con la nascita di un figlio. A tal proposito abbiamo voluto investire sulla creazione della prima Casa della genitorialità, che lavorerà in rete con i Centri Servizi per le Famiglie e la Casa delle bambine e dei bambini. Un progetto innovativo per sostenere i genitori nella fase pre e post parto, che realizzeremo in collaborazione con i centri ospedalieri, i reparti di ginecologia e pediatria".

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