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Foto di repertorio

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Falsi braccianti agricoli, scoperta truffa all'Inps da un milione di euro

L'operazione condotta dai carabinieri in collaborazione con ispettori Inps. Nove le persone denunciate. I 'finti' lavoratori venivano fittiziamente assunti per poi beneficiare indebitamente di contributi e indennità di disoccupazione

Stando a quanto dichiarato all’Inps dagli imprenditori che li avevano ‘assunti’, lavoravano nei campi come braccianti agricoli.  Nella realtà, in quei terreni che avrebbero dovuto coltivare, nessuno di loro aveva mai messo piede; molti non sapevano neppure dove fossero ubicati e quali piantagioni vi fossero.  In compenso però i finti braccianti, con l’iscrizione nei registri dell’Inps, si garantivano il diritto di incassare la successiva l’indennità di disoccupazione (circa tremila euro per stagione), oltre che le indennità in caso di malattia, maternità e i contributi ai fini pensionistici.

Ma per ottenere i contratti di lavoro fittizi era necessario pagare gli imprenditori: dai 12 ai 15 euro per ogni giornata lavorativa dichiarata (51 quelle necessarie per raggiungere il diritto all’indennità), che finivano nelle tasche dei finti datori di lavoro, i quali si facevano carico di trasmettere all’Inps i nominativi dei  falsi braccianti. In alcuni casi, le aziende agricole esistevano solo sulla carta, create ‘ad hoc’ per poter dar corso al raggiro, in altri si trattava di imprese realmente esistenti.

A smascherare la maxi truffa, costata alle casse dell’Inps circa un milione e 250mila euro, è stata un’operazione congiunta condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Bari insieme agli ispettori dell’ente previdenziale.  479 i falsi braccianti individuati, nelle zone agricole tra Triggiano, Noicattaro e Adelfia. Le somme ottenute attraverso il meccanismo truffaldino erano state in parte già corrisposte dall’Inps, mentre per un’altra parte – pari a circa 250mila euro – si è riusciti ad intervenire prima dell’erogazione, attraverso l’intervento della Procura che ha disposto il sequestro degli elenchi anagrafici che le aziende sotto inchiesta avevano trasmesso all’Inps. L’operazione odierna rappresenta la prosecuzione di un’attività che già nel marzo 2014 era sfociata nella denuncia di 831 soggetti, tra imprenditori, braccianti agricoli e mediatori.

Presentando i risultati dell’operazione in conferenza stampa, il direttore regionale dell’Inps Giovanni Di Monde e il comandante regionale dei carabinieri,  generale Claudio Vincelli, hanno sottolineato l’importanza della conf stamap-2“sinergia istituzionale”  che ha consentito di smascherare il sistema illecito. Il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Rosario Castello, ha poi ricordato il “meticoloso lavoro di indagine” portato avanti durante l’attività, attraverso l’analisi della documentazione e verifiche dirette in ciascuna azienda, mentre il direttore dell’Inps di Bari, Francesco Miscioscia, ha ribadito l’importanza di essere riusciti  in parte ad intervenire prima dell’erogazione delle indennità, grazie all’intervento della Procura.

Le indagini, comunque, vanno avanti, per accertare se il meccanismo della truffa sia stato replicato anche in altre zone della regione, come il sud foggiano e le province di Brindisi e Taranto (ma anche nel materano) e per verificare l’eventuale coinvolgimento della criminalità locale.

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