Cronaca

Foto a tavola con il giudice, Vendola: "Panorama risponderà in tribunale"

Il governatore annuncia querela contro il settimanale e al Corriere del Mezzogiorno spiega: "Ero appena arrivato a Bari, non conoscevo nessuno". Il Pdl attacca: "La foto parla da sola"

"Panorama dovrà rispondere in tribunale e sarà una delle ragioni per cui avrò una vecchiaia ricca e serena". Così il governatore Nichi Vendola risponde al settimanale che ieri ha pubblicato una foto che ritrae il leader di Sel a tavola con il giudice che lo scorso ottobre lo ha assolto dall'accusa di abuso di ufficio in concorso.

LA VERSIONE DI VENDOLA - Lo scatto è del 2006, e fu fatto in occasione della festa di compleanno di una cugina del leader di Sel, Paola Memola. Sedute attorno al tavolo ci sono una dozzina di persone, tra cui appunto Vendola, il suo compagno Ed Testa e il giudice Susanna De Felice. Vendola però ribadisce di non aver aver alcun rapporto di amicizia con De Felice. Le sue dichiarazioni sono riportate oggi dal Corriere del Mezzogiorno. "Siamo di fronte ad una piccola barbarie - commenta il governatore - Si tratta di un compleanno del 2006. Io ero tornato a Bari da un anno. Arrivo e non conosco quasi nessuno a quel tavolo. Non ne conservo neppure la memoria. Confermo di non essere amico della dottoressa De Felice. Panorama risponderà della pubblicazione di questa foto e sarà una delle ragioni per cui avrò una vecchiaia ricca e serena. È l’ennesima costruzione sciacallesca che mi coinvolge".

GLI ATTACCHI DEL PDL - Ma la pubblicazione della foto ha fatto molto discutere, soprattutto nel clima già 'surriscaldato' delle ultime ore di campagna elettorale. Il Pdl attacca il governatore. "La foto parla da sola e non ha bisogno di nessun commento", attacca il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Per il capogruppo dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, "Vendola, invece di annunciare querele, dia spiegazioni sulle sue frequentazioni con magistrati. Aveva negato contatti e conoscenze di questo genere ma le immagini lo smentiscono in modo clamoroso. Del resto c'é chi è passato dalla magistratura alle giunte di Vendola. A Bari ci sono molte cose da chiarire".

LA VICENDA VENDOLA-DE FELICE - In realtà l'assoluzione del governatore aveva già provocato polemiche a posteriori nelle scorse settimane, quando i pm Bretone e Digeronimo che si erano occupati del caso avevano scritto al procuratore generale di Bari, Antonio Pizzi, al procuratore Antonio Laudati e all'aggiunto Giorgio Lino Bruno, sollevando dubbi sull'imparzialità del gup Susanna De Felice. Alla base della lettera il rapporto di amicizia tra il giudice e Patrizia Vendola, sorella del governatore. De Felice aveva fatto sapere di aver a suo tempo informato il gip Antonio Diella dicendogli di conoscere Patrizia Vendola, ma si ritenne che non vi fossero elementi tali da costringerla all’astensione dal giudizio.

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