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Le immagini del rogo avvenuto nel pomeriggio del 29 settembre scorso a Japigia

Le immagini del rogo avvenuto nel pomeriggio del 29 settembre scorso a Japigia

'Fumi' dalle campagne e puzza di bruciato a Japigia, i residenti: "Telecamere contro chi appicca incendi"

I cittadini del locale comitato segnalano ancora una volta il persistere del fenomeno. L'assessore Petruzzelli: "Chiesto alla Polizia Municipale di potenziare il pattugliamento di alcune zone anche con l'uso di fototrappole"

La foschia di una tipica serata umida di fine ottobre mescolata all'odore di gomma bruciata: in tanti, ieri, a Japigia, hanno notato il persistente cattivo odore che aleggiava nel quartiere. Qualcuno dice che tutto era cominciato già attorno alle 21 ma, verso mezzanotte, il tanfo era chiaramente avvertibile in diverse zone del rione, in particolare dalle parti del Polivalente. Un problema, quello dei fumi spesso provocati dall'incendio di rifiuti e materiale di risulta in zone limitrofe al quartiere (e non solo), non accenna a scomparire: "Il fenomeno - spiega Beppe Dentico, portavoce dell'associazione Cittadini di Japigia - si verifica in media un paio di volte a settimana. E' diminuito rispetto allo scorso anno ma, se ci riferiamo all'estate appena trascorsa, sembra essere in ripresa". A naso, infatti, non si può del tutto stabilire la periodicità dei fumi, perché in base al vento impattano diversamente sulle zone di Japigia. Certo è che i residenti di via Toscanini, via Gentile ma anche la parte più vicina al Palaflorio e al 'canalone' avvertono con frequenza il tanfo.

Roghi e rifiuti nelle campagne, nelle periferie cresce l'allarme

L'origine della puzza è da ricercare oltre la Tangenziale e in quartieri più lontani, come documentato qualche giorno fa: "Nelle campagne tra la Statale 16 e la Statale 100, nelle zone attorno al Maab ma anche a Ceglie - spiega Cristiano Scardia dei Rangers d'Italia - spesso troviamo carcasse di elettrodomestici bruciate e altro materiale dato alle fiamme. I nostri pattugliamenti non sono sufficienti perché una vasta area di territorio fuori dalle strade è abbandonata a se stessa. Riteniamo si debba potenziare un'attività preventiva da parte delle Forze dell'Ordine". Oltre a ciò, però, da mesi si cerca di documentare il fenomeno.

Presto i dati sul monitoraggio 'volontario' dei cittadini, a cura di Comune e Arpa

In primavera, infatti, è partito il monitoraggio organizzato dall'Arpa e dal Comune di Bari che prevede le segnalazioni di 'cittadini recettori' effettuate quando viene avvertito l'odore di bruciato: "Stiamo aspettando dati da Arpa sul monitoraggio. L'Ente ci ha detto che i cittadini segnalatori che collaborano si però sono ridotti in numero rispetto ai primi mesi. Nel frattempo ho chiesto alla Polizia Municipale di potenziare il pattugliamento di alcune zone anche con l'uso di fototrappole dove sicuramente sono registrati fenomeni di questo tipo, tutto questo anche grazie all'azione del Comitato" che richiede proprio la presenza di dispositivi per scovare chi brucia i rifiuti. L'assessore specifica che "I vigili già la effettuano, tant'è vero che nei mesi estivi tra Santa Rita e Carbonara sono state sequestrate 4 aree adibite a discariche abusive. Nella zona del Maab il fenomeno dei rifiuti bruciati esiste e può determinare la presenza dei cattivi odori". Nel frattempo, come afferma il Comitato, il problema è ancora fastidioso: "Abbiamo visto le chiazze nere - afferma Dentico - su Google Maps. Significa che vi sono aree 'preferite' per i roghi". Il vento, poi, completa il lavoro.

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