Boom di furti nelle campagne, agricoltori sotto attacco: ladri fanno razzia di mezzi e alberi appena piantati

L'allarme lanciato da Coldiretti: nei primi due mesi del 2020 numerosi gli episodi anche nel Barese. Secondo le stime dell'associazione, l'anno scorso i danni sono stati pari a 300 milioni

Non solo mezzi agricoli, ma anche alberi appena piantati come mandorli e ulivi, rubati nelle campagne. Agricoltori 'sotto attacco' della criminalità: come denuncia Coldiretti, nei primi due mesi del 2020 si registra un vero e proprio 'boom' di episodi, mentre per lo scorso anno la stima dei danni è pari a 300 milioni.

“Nei giorni scorsi in una notte sono sparite 170 piante di mandorlo a Grumo Appula, così come sono centinaia gli ulivi appena piantumati rubati nell’area tra Palo, Grumo e Bitonto – riferisce Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – mentre a Gravina, Spinazzola, Poggiorsini, Altamura sono all’ordine del giorno i furti di mezzi agricoli, così come in provincia di Brindisi. A Lecce continuano i furti delle piante di ulivo della varietà FS17, tanto che un agricoltore le ha reimpiantate e pittate di rosso in modo da renderle facilmente distinguibili. Siamo molto preoccupati per le condizioni di lavoro e di vita nelle aree rurali pugliesi, dove i nostri agricoltori vivono loro malgrado una quotidianità da far west, fatta di furti di prodotto, alberi, mezzi agricoli, racket e abigeato”, insiste il presidente Muraglia. “In provincia di Foggia gli atti criminosi nelle campagne sono di gravità inaccettabile, dove si moltiplicano i fenomeni criminali con capitozzamento degli alberi, furti di prodotti agricoli e chilometri di fili di rame, sabotaggi ai danni di aziende agricole e cantine, smaltimento di rifiuti di ogni genere nei campi, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile”, aggiunge il presidente Muraglia.

Il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi è divenuto pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori – denuncia Coldiretti Puglia – e in questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività.

Si registra un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo – rileva Coldiretti Puglia – e non si tratta più soltanto di “ladri di polli”, quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole.

“Assistiamo alla ‘stagionalità’ delle attività criminose in campagna – denuncia ancora il presidente Muraglia – perché squadre ben organizzate rubano l’uva da tavola da agosto ad ottobre, le mandorle a settembre, le ciliegie a maggio, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive da ottobre a dicembre, gli ortaggi tutto l’anno, ma preferiscono i carciofi brindisini e gli asparagi foggiani, dimostrando che alla base dei furti ci sono specifiche richieste di prodotti redditizi perché molto apprezzati dai mercati, rubano gli ulivi monumentali perché qualcuno evidentemente li ricerca. I furti sono praticamente quotidiani – conclude Muraglia - tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne e non possiamo permetterci che continui ad essere messa a repentaglio l’incolumità dei nostri produttori”.

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Sensibilizzare gli agricoltori circa l’importanza di denunciare è l’obiettivo di Coldiretti Puglia, per analizzare dove si registrano in più larga misura i fenomeni criminosi, quando avvengono i furti, quali sono mezzi e prodotti maggiormente appetibili e come è strutturata la ‘filiera’ della ricettazione per economizzare le attività di polizia, non lasciando isolate le vittime e rassicurandole circa l’anonimato della denuncia non restando isolati.

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