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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Cresce l'allarme per i furti di olive nelle campagne pugliesi: "Pochi minuti per portarne via oltre 30 chili"

A campagna olivicola appena iniziata arriva l'allarme della Coldiretti regionale, che torna a chiedere una "cabina di regia" che coordini i controlli nelle zone più a rischio, come la provincia di Bari e la Bat

Tra furti di olive e alberi danneggiati: a campagna olivicola appena iniziata, Coldiretti Puglia lancia l'allarme per le razzie nelle campagne. Un fenomeno che sta costringendo gli agricoltori - denuncia l'associazione - costretti a 'presidiare' il raccolto "segnalando presenze sospette attraverso i gruppi WhatsApp per sventare i raid diurni e notturni". 

"Le aziende agricole hanno bisogno di sicurezza, perché la criminalità le costringe a vivere quotidianamente attanagliate in un clima di incertezza e paura", ribadisce Coldiretti Puglia, tornano a chiedere con forza "l'attivazione di una cabina di regia tra il Ministero delle Politiche Agricole e il Ministero dell'Interno che coordini le attività delle forze dell'ordine, che va sostenuto con l’intervento dell'Esercito in alcune aree a forte rischio, come le province di Bari con zone più a rischio e la BAT".

Nel periodo della raccolta i furti di olive - denuncia l'associazione - diventano praticamente quotidiani con i danneggiamenti degli alberi tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne per presidiare le campagne.

Nei furti i ladri di olive – aggiunge Coldiretti Puglia – riescono in pochi minuti a portare via oltre 30 kg di olive ad albero, battendo gli ulivi con mazze di ferro o alluminio, per far cadere il maggior quantitativo di prodotto, ma danneggiando al contempo gravemente le piante.

“Capitolo a parte merita – insiste Colomba Mongiello dell’Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e agroalimentare della Coldiretti - il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, a partire dall’olio, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliese e dei consumatori. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy”.

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