Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Furti di rame e traffico illecito di rifiuti, sgominata banda: otto arresti

Numerosi i colpi messi a segno ai danni delle società Enel, Telecom e di altre aziende nella provincia barese. Sotto sequestro a Carbonara un'area di 1000 mq, ritenuta la base logistica della banda

Cavi di rame - immagine di repertorio

Un gruppo criminale specializzato nel traffico illecito di rifiuti, furti e ricettazione di rame e di altro materiale ferroso è stato sgominato questa mattina dai carabinieri nell'ambito di un'operazione coordinata dalla Procura di Bari e denominata "Oro rosso".

GLI ARRESTI - Otto in tutto i provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Bari. La Procura ha disposto inoltre il sequestro preventivo di un'area di circa 1000 mq, ubicata nel quartiere periferico di Carbonara, ritenuta la base logistica del gruppo criminale. Le indagini hanno consentito di documentare nel tempo un traffico illecito di rame per oltre 2 tonnellate. Nel mirino della banda, le società Enel, Telecom e altre aziende nella provincia barese, oggetto di numerosi colpi messi a segno dalla banda.

SODALIZIO ITALO-ROMENO - A compiere i furti erano prevalentemente cittadini romeni, i quali rivendevano poi il rame ai criminali baresi,  guadagnandoci tre euro al chilo. A capo dell'organizzazione, secondo gli investigatori, il 41enne Silvano Scannicchio, già detenuto dal 24 giugno scorso per traffico di droga. Scannicchio, secondo gli inquirenti vicino al clan Strisciuglio, è titolare della ditta 'Metal recycle', azienda che ha sede presso l'abitazione dell'uomo.

LE INDAGINI E LA BASE LOGISTICA DI CARBONARA - L'inchiesta è partita da un controllo occasionale compiuto su un camion che usciva da un deposito. Così si è arrivati a piazzare telecamere per controllare cosa accadeva nella base logistica di Carbonara, un'area di circa 1000 mq in via Ponte, posta oggi sotto sequestro. Nel deposito l'oro rosso veniva sfilettato e fuso, per rendere irriconoscibile la provenienza, e rivenduto con ricarico del 100 per cento ad aziende nazionali e locali. Durante una perquisizione è stato sequestrato il libro mastro che ha permesso di fare luce su conti e contatti, sui quali ora i carabinieri continuano ad indagare.

Tra i furti messi a segno  dall'organizzazione, anche quello che il 31 gennaio scorso ha interessato la Procura di Bari, dove i ladri hanno messo in ginocchio l'impianto di aria condizionata del palazzo di via Nazariantz.

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