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Cronaca

Il giorno dopo del furto a San Nicola: indagini a tutto campo, Bari attende tra indignazione e amara ironia

Si cercano elementi per risolvere il caso degli oggetti sacri sottratti dalla statua del Patrono di Bari. Colpita, e non poco, la comunità cittadina, credente o meno, per un episodio di cui non si ha memoria, quanto meno recente

Il giorno dopo il clamoroso furto degli oggetti sacri e preziosi dalla statua di San Nicola, custodita nella basilica a Bari Vecchia, proseguono le indagini per risalire all'autore (con eventuale complice) del gesto. Una notizia che ha colpito e non poco la comunità cittadina, credente o meno, per un episodio di cui non si ha memoria, quanto meno recente.

La Squadra Mobile sta setacciando, in queste ore, le immagini delle telecamere di videosorveglianza attorno alla basilica per provare a ricostruire le fasi del colpo avvenuto alle prime ore del mattino. Secondo quanto ricostruito dai padri Domenicani del tempio nicolaiano, un uomo dall’aspetto giovanile, aiutato molto probabilmente da un complice non visibile nelle telecamere, avrebbe dapprima divelto un'ìnferriata addossata alla torre campanaria. Quindi il ladro sarebbe entrato in basilica sfondando la porta d'ingresso in largo Abate Elia. 

All'interno, dopo aver svuotato la cassetta delle offerte (non proprio piena poiché nei giorni precedenti le donazioni erano state prelevate come accade periodicamente dai padri Domenicani), il ladro ha poi rivolto le attenzioni verso la statua del santo. Ha aperto la teca di vetro e ha sfilato vari gioielli e ornamenti preziosi dalla statua di San Nicola. Il 'bottino' del furto comprende un anello, l'evangeliario d'argento con tre sfere e un medaglione contenente una fiala della manna. Inspiegabilmente non è stata portata via una preziosa croce pettorale donata dall'arcivescovo Mariano Magrassi, probabilmente l'elemento più di valore tra gli ornamenti della statua.

Terminata la spoliazione, il ladro è fuggito rapidamente con quanto prelevato dal tempio nicolaiano. Qualche ora dopo è arrivata la triste scoperta da parte dei padri Domenicani e sono state avviate le indagini. La voce del furto si è sparsa rapidamente in tutta la città provocando numerose reazioni indignate da parte di rappresentanti delle istituzioni, cittadini e religiosi. Qualcuno ha parlato di "oltraggio", qualcun altro ha usato l'ironia citando la popolare espressione barese di 'andare a rubare a San Nicola' che, semmai, ha un significato praticamente opposto rispetto all'episodio di ieri. In linea di massima, infatti, vuol dire sbarazzarsi di qualcuno che in questo momento ci scoccia, facendo richieste non gradite e non esaudibili.

Nelle ore successive al furto, dunque, l'umore (abbastanza nero) dei baresi è stato misurato dagli innumerevoli commenti social sull'argomento. Tra questi anche la richiesta di una maggiore sorveglianza dei luoghi sacri, citando esempi di furti clamorosi avvenuti di recente a Bari, come nel caso degli ori della Madonna di Buterritto a Ceglie del Campo. "Se andava in cerca di soldi avremmo potuto dargli più di quello che ha racimolato con il furto" è stata invece la reazione di padre Giuseppe Distante, rettore della Basilica, su chi avrebbe mai potuto commettere un colpo del genere. Quasi un appello, in fondo, a ravvedersi e a restituire il bottino. Parole di sensibilità e carità che al momento non hanno, purtroppo, avuto alcun seguito. 

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