Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Murat / Corso Cavour

Galleria Cavour, la proposta di Ferorelli: “Non demoliamola”

Il presidente della Circoscrizione San Nicola-Murat interviene sulla questione relativa alla struttura che fino a pochi mesi fa ospitava i venditori ambulanti, oggi abbandonata al degrado: "Va recuperata e utilizzata per l'arredo urbano"

Sul destino della Galleria Cavour la circoscrizione San Nicola – Murat ha indicato una strada, e cioè il restauro della copertura originaria della galleria, la rimozione di tutte le appendici abusive accumulate negli anni, e la sistemazione di arredo e panchine, ma la giunta Emiliano ignora tutto questo”. Mario Ferorreli, presidente del IX Circoscrizione di Bari, interviene sul caso della Galleria Cavour, da alcuni mesi abbandonata al suo destino e occupata da clochard e ragazzi punk.

“Avevamo di deciso di recuperare la zona, attrezzandola a servizio sia della chiesa del Sacro Cuore che dei tanti cittadini che frequentano il noto corso barese”, spiega Ferorelli. “Un progetto semplice, poco costoso e di facile fruizione. Ma si sa, le cose semplici non piacciono all’amministrazione Emiliano, ed infatti dalle dichiarazioni rilasciate nell’ultimo consiglio comunale dall’assessore Marco Lacarra, apprendiamo che il governo cittadino ha pensato bene di ignorare la delibera della circoscrizione ed indire una gara per la demolizione dell’intera struttura”

L’idea del presidente San Nicola-Murat è quella di riutilizzare lo scheletro della Galleria per poi farne un’isola pedonale attrezzata. Proposta che non piace alla giunta comunale, che invece sembra propensa a demolire la struttura e, subito dopo, a realizzare un giardino. I residenti a cavallo tra Murat e Madonnella non ne possono più. La Galleria è abbandonata. Secondo quanto riferito da alcuni abitanti della zona, durante la notte sono stati avvistate persone espletare i propri bisogni fisiologici all’interno della struttura.

“Come presidente della circoscrizione - conclude Ferorelli - farò tutto ciò che è possibile per evitare lo sperpero di danaro pubblico, infatti ricordo che la struttura in questione è costata al comune circa 200mila euro non più di 10 anni addietro”. Una idea dell’allora giunta Simone Di Cagno Abbrescia e che oggi possiamo considerare assai fallimentare.

 

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