Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Gambizzato dall'amico tradito, rifiuta risarcimento: "Me la sono cercata"

Durante il processo l'uomo ha rifiutato il risarcimento riconoscendo di essere "in parte responsabile" dell'accaduto. L'amico gli aveva sparato dopo aver scoperto che aveva avuto una relazione con sua moglie

Accecato dalla gelosia per aver scoperto la relazione extraconiugale tra sua moglie e il suo migliore amico, aveva preso una pistola e aveva fatto fuoco, ferendo alle gambe il traditore. Ma per quel ferimento l'amico-amante non lo aveva mai denunciato, e ieri, nel corso per processo all'aggressore tradito, ha anche rifiutato il risarcimento per i danni fisici subiti.

"Sono in parte responsabile di quello di che è accaduto", avrebbe ammesso il 'traditore' davanti ai giudici, rinunciando al risarcimento di 5mila euro che gli era stato offerto.

IL FATTO - Il ferimento era avvenuto il 30 luglio 2011 a Cassano delle Murge. Subito dopo l'episodio il responsabile, un 35enne del luogo, si era costituito confessando i fatti e consegnando l'arma utilizzata, una pistola a tamburo calibro 38 con matricola abrasa. Durante l'udienza di convalida dell'arresto, riferì di aver sparato cinque proiettili per terra, senza la reale intenzione di colpire l'amico. Avrebbe inoltre riferito di averlo più volte avvertito di interrompere la relazione e di essere quindi passato alle vie di fatto.

Al termine del processo con rito abbreviato davanti al gup di Bari Giovanni Anglana, il 35enne è stato condannato a tre anni. Si trova ora agli arresti domiciliari.
 

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