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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Spacciato per 'olio vegetale' per eludere il fisco: sequestrate 260 tonnellate di gasolio di contrabbando

Operazione 'Oro nero' della Guardia di Finanza: il gasolio viaggiava su rotaia ma senza essere dichiarato come tale. Così i trafficanti evadevano le tasse, mettendo a rischio anche la sicurezza dei trasporti

Viaggiava su rotaia accompagnato da falsa documentazione che lo classificava come 'olio vegetale' o 'vernici', prodotti cioè non sottoposti al pagamento delle accise. Invece si trattava di gasolio di contrabbando, che i trafficanti riuscivano così a movimentare e smerciare eludendo il fisco. A scoprire l'attività illecita sono stati i finanzieri del II Gruppo Bari, che nell'ambito dell'operazione denominata 'Oro nero' hanno posto sotto sequestro oltre 260 tonnellate di gasolio, in tre distinte attività di servizio.

>>> VIDEO: I SEQUESTRI DELLA FINANZA <<<

Le indagini sui traffici merci ferroviari e i sequestri

Nel corso di mirate attività, sono stati monitorati attentamente i flussi di tank che, settimanalmente, giungevano presso tali scali ferroviari merci, senza alcuna documentazione a supporto che comprovasse il pagamento dell’iva e delle accise gravanti sui prodotti energetici, bensì con documentazione non idonea che classificava la merce come “olio vegetale”, “vernici” o prodotti similari e, quindi, non classificabile nei prodotti sottoposti ad accisa a norma del D.lgs. nr. 504/1995 c.d. Testo Unico Accise. Nel corso delle tre distinte operazioni sono stati sequestrati undici cisterne contente prodotto energetico tipo gasolio per un totale di 260.610 kilogrammi sottratti a tassazione (sottoposto ad analisi da parte del laboratorio chimico delle Dogane) e due autoarticolati utilizzati per compiere l’illecito trasporto su strada. Denunciate in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria barese ben 5 persone residenti nelle aree del sud barese e del casertano. Il prodotto sequestrato corrisponde a oltre 300.000 litri con una imposta evasa quantificabile in alcune centinaia di migliaia di euro. Sono in corso ulteriori indagini sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bari per risalire alla filiera commerciale a monte e a valle dei sequestri operati. 

I rischi per la sicurezza dei trasporti

Nel caso specifico, l'attività di contrabbando scoperta è stata rilevante non soltanto dal punto di vista fiscale dei tributi evasi e della mancata riscossione da parte dell’Erario di quanto dovuto, ma, anche per la modalità con cui avveniva traffico. Le cisterne sequestrate venivano infatti fatte viaggiare su rotaia senza alcuna dichiarazione alle Ferrovie, che all’interno fosse contenuto materiale infiammabile e pericoloso che, quindi, viaggiavano senza precauzioni lungo i tratti ferroviari e stradali con conseguente rischio per l’incolumità dei pubblici trasporti. 

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