Cronaca

Gazebo nel borgo antico: rilasciate 15 autorizzazioni su 100

Fino ad oggi, pochi operatori commerciali si sono adeguati alla normativa comunale sull'occupazione del suolo pubblico utilizzando il 'progetto standard'. Intanto a Palazzo di Città si discutono le soluzioni alternative alla chiusura del Lungomare

Quindici autorizzazioni rilasciate su 100 attività commerciali. La questione gazebo per i locali di Bari vecchia non ha ancora una soluzione. Dopo le polemiche scaturite dal nuovo ordinamento per l’occupazione del suolo pubblico emesso dal Comune qualche tempo fa, oggi si tirano le somme e su cento locali presenti in tutta la zona, solo 15 hanno ottenuto il permesso di installare tavolini e sedie nella zona esterna alla propria attività commerciale. Questi esercizi si sono adattati, con i loro progetti, alle linee standard del provvedimento che pretende tavolini, sedie, ombrelloni e paravento conformi, oltre a sei metri di profondità per il gazebo, e concessioni non più larghe del prospetto anteriore del locale che ne fa richiesta.

Gli altri operatori, invece, non hanno ancora presentato alcun tipo di domanda ma è possibile che nelle prossime settimane altri imprenditori si mettano in regola, anche perché la bella stagione è alle porte. Quelli, invece, che non vogliono restare ‘conformi’, ovvero non vogliono adattarsi al ‘progetto standard’, dovranno presentare le proprie idee alla Sovrintendenza che ha comunque e in ogni caso, l’ultima parola sulle installazioni esterne. Di qui si otterrà un permesso provvisorio di 6 mesi, fino all’autorizzazione definitiva che durerà tre anni, autorizzazione che sarà garantita sin da subito a  chi si è messo in regola dall’inizio come da regolamento.

“Ogni caso - assicura il comandante della polizia municipale Stefano Donati, nella duplice veste di esponente della Commissione per l’arredo pubblico - viene tutto esaminato e trattato con la massima attenzione. I commercianti questo lo sanno e stanno facendo tutto in regola”.

Si dimostra scettico sull’operazione il presidente della Nona Circoscrizione, Mario Ferorelli: “Le nuove regole vengono applicate dagli uffici ma stanno causando serie difficoltà agli operatori. La diminuzione degli spazi in concessione, infatti, significa meno tavolini, meno clienti e meno posti di lavoro. Alcuni imprenditori hanno confermato che non chiederanno più il permesso perché non è più conveniente”. Insomma, a quanto pare la polemica inizia a prendere piede. L’esponente del Pdl rincara la dose: “Così facendo e con il paravento sulle ruote, si tornerà a 8 anni fa, quando i gestori allargavano a loro piacere gli spazi, tornando poi a regime solo nel momento in cui erano in giro per la città vecchia i vigili”. E suggerisce: “Avevamo proposto al Comune di inserire il parametro dell’area massima concedibile e l’installazione di borchie al suolo per marcarla, ma nel regolamento però non ne hanno tenuto conto”.

Intanto a Palazzo di città si pensa anche a come gestire la prevista chiusura, da giugno a fine agosto, del Lungomare nord, quello proprio a ridosso di Bari vecchia. Il tavolo tecnico del Comune tra amministratori e operatori del borgo antico ha portato ad alcune soluzioni alternative per i fruitori della zona. Ed ecco Park & ride aperti e disponibili con il servizio navetta fino ad ora tarda, almeno nei fine settimana (i bus dell’Amtab termineranno le corse davanti al teatro Margherita e al Castello Svevo); convenzione con le cooperative di tassisti per una tariffa fissa di 8 o 10 euro, rimborsabile per una parte dai ristoratori con uno sconto sulla consumazione; costruzione di un cartellone estivo di appuntamenti da realizzare sul palco che verrà allestito nelle vicinanze del complesso di Santa Scolastica in modo da animare anche le zone più interne del borgo.

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