Cronaca

Gazebo, stop ai progetti. I ristoratori sperano: soluzione entro una settimana

Dopo la decisione di ieri della commissione arredo urbano del Comune che ha bloccato 15 progetti per piccole irregolarità, i commercianti di Bari vecchia si augurano di risolvere il tutto tra 7 giorni ma gli arresti eccellenti di stamattina potrebbero rallentare l'iter

Niente gazebo a Bari vecchia, almeno per ora. Ma la speranza dei ristoratori è che tutto possa risolversi al massimo la settimana prossima. Il che è tutto da vedere visto che “chi si è occupato di questa vicenda, oggi è stato messo ai domiciliari”.

Dopo il ‘no’ di ieri ai progetti presentati dai commercianti del borgo antico da parte della commissione arredo urbano, per alcune piccole irregolarità, Gianni del Mastro, rappresentante degli imprenditori della zona, non ci sta a questo rifiuto netto ma auspica che la questione possa risolversi presto, almeno stando alle rassicurazioni che il direttore generale del Comune, Vito Leccese, ha dato durante l’incontro di ieri. Del Mastro però ha il timore che l’inchiesta Degennaro, che oggi ha portato ai domiciliari numerosi esponenti politici e degli uffici tecnici di Comune e Regione, possa far rallentare l’iter per l’approvazione dei progetti: “La dirigente che si stava occupando di questa questione, Annamaria Curcuruto, al momento è ai domiciliari. Speriamo che tutto questo non blocchi le approvazioni anche perché per noi sarebbe distruttivo”. Distruttivo perché sta arrivando la bella stagione e la voglia dei clienti di sorseggiare un buon caffè seduti al tavolino sotto il piacevole sole di maggio si avvicina sempre più: “Dobbiamo essere in grado di offrire questo servizio”, dice. E non parliamo dei crocieristi.

Ma ricapitoliamo la storia. Ieri, i ristoratori che avevano demolito le strutture perchè speravano in un iter accelerato che garantisse un regolamento unico per l’installazione dei gazebo, hanno subìto una vera e propria doccia fredda. La commissione arredo urbano del Comune, infatti, ha detto ‘no’ a 15 progetti per piccole irregolarità, come i tavolini, che non possono avere una zigrinatura (come ha proposto un esercente che si è visto bocciare la pratica), o come le sedie, che non devono avere i braccioli. Il regolamento, poi, detta regole anche su ombrelloni, gli unici a poter creare una copertura sui tavolini, e paraventi, non più di tre e da un metro e settanta, ma con lo scheletro di metallo. Proprio su questo, Del Mastro ha qualcosa da dire: “Le condizioni meteorologiche di questa città e la zona in cui ci troviamo, non ci permettono di installare ombrelloni”. E racconta la sua esperienza: “Il vento di ieri ha spezzato un ombrellone del mio esercizio, ombrellone che ora devo ricomprare”. Ma questo potrebbe accadere, se c’è un vento forte, anche d’estate.

Allora, dopo aver definito la commissione comunale “troppo pignola”, sposta la sua attenzione sulla Soprintendenza, coloro che veramente hanno in mano la questione visto che Bari vecchia è zona sottoposta a vincolo artistico e architettonico. “Siamo pronti a proporre alla Soprintendenza un progetto d’ambito che preveda l’installazione di gazebo tutti uguali e delle stesse dimensioni. Siamo consapevoli del fatto che bocceranno anche questa proposta ma il Comune s’è detto pronto a supportare le nostre intenzioni”.

Per ora, l’auspicio è che i baresi possano godersi, sin dalla prossima settimana, un caffè al sole primaverile che colpirà la città già giovedì.

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