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'Giorno del ricordo', in Prefettura l'incontro per commemorare le vittime delle foibe

In mattinata il seminario organizzato insieme al Consiglio regionale, con la participazione degli studenti di alcuni istituti baresi. Iniziativa di commemorazione anche per il Comune: deposta una corona d'alloro in via Martiri delle Foibe, a Santa Caterina

Il dramma delle foibe, i sequestri di beni e l’esilio forzato di decine di migliaia di italiani, dai territori al confine jugoslavo, dalle isole greche e dalle ex colonie. Sono stati i temi al centro del seminario organizzato questa mattina in Prefettura, in collaborazione con il Consiglio regionale pugliese, in occasione del 'Giorno del ricordo', istituito per commemorare le vittime di quella triste pagina di storia del secondo dopoguerra.

L'ESODO DEI PROFUGHI IN PUGLIA - Dal 1944 fino alla fine degli anni ’50 anche la regione Puglia ha affrontato l’emergenza dell’arrivo tra i rifugiati di migliaia di nostri connazionali profughi dall’Istria, dalla Dalmazia e dalla Grecia. Molti di loro trovarono sistemazione nei CRP (centro raccolta profughi) allestiti nel capoluogo nella chiesa di Santa Chiara, nella caserma Regina Elena, nelle baracche di via Napoli e nell’attuale “Villaggio Trieste”, ad Altamura in un ex campo di prigionia, a Santeramo in Colle presso la scuola elementare Balilla e a Barletta nella caserma Ettore Fieramosca.

All'evento, organizzato soprattutto con l'obiettivo di parlare e invitare al ricordo le giovani generazioni, hanno partecipato le massime autorità civili e militari e gli studenti del liceo classico barese “Orazio Flacco” e dell’Istituto commerciale e per geometri “Salvemini” di Molfetta. L’importanza di ricordare è stata al centro degli interventi: per la parte politica, il prefetto Pagano, il presidente Loizzo, l’assessore del Comune di Bari Paola Romano (presenti per il Consiglio regionale anche il capogruppo COR Ignazio Zullo e il consigliere pentastellato Mario Conca); per la parte storica e le testimonianze dirette, Vito Antonio Leuzzi direttore dell’Ipsaic (l’istituto per le ricerche sul  ‘900 ospitato dalla Biblioteca consiliare “Teca del Mediterraneo”), la prof.ssa Anna Gervasio (di famiglia esule dalla Dalmazia, nel campo di Altamura) e il prof. Dionisio Simone, docente di lettere classiche e scrittore, che nel 1947 ha dovuto lasciare Pola, raggiungendo il paese d’origine del padre, Polignano, ospite di parenti con la famiglia.

L'INIZIATIVA DEL COMUNE - Sempre in mattinata, si è tenuta anche una breve cerimonia di commemorazione in via Martiri delle Foibe, nella zona Santa Caterina. L'assessore alle Culture Maselli, in rappresentanza del Comune, ha deposto una corona d'alloro, alla presenza delle autorità civili e militari. “Siamo qui per ricordare le dolorose vicende che per cinque lunghi anni hanno attraversato una porzione del nostro Paese in una terra di confine - ha detto Maselli - alimentate da un’incomprensione lacerante tra popoli di cultura, fede religiosa e credo politici differenti. Quanto accaduto allora deve insegnarci che il dialogo è indispensabile e che il rispetto della vita umana è principio non negoziabile". "Non dobbiamo dimenticare che quella strage per troppo tempo è rimasta non solo senza responsabili ma anche sottaciuta, chiusa in uno scrigno silenzioso che ha privato due volte della propria pace uomini e donne incolpevoli a causa di un odio cieco che per decenni ha impedito di scoprire le carte, di raccontare tutta la storia, tutta la verità. Per questo oggi - ha concluso l'assessore - sia pur tardivamente, siamo qui: per ricordare a tutti il valore di ogni vita umana e il rispetto che le si deve a prescindere da qualsiasi convincimento. Oggi rendiamo omaggio alle vittime delle foibe, alla loro memoria, ai loro familiari, risarcendoli almeno del diritto di ricordare, consapevoli che la memoria è indispensabile perché ogni democrazia possa continuare a dirsi tale".

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