Cronaca

Giovanni XXIII, nasce il nuovo polo pediatrico ospedaliero

Il nuovo presidio avrà 200 posti letto e tanti reparti, dalla pediatria generale alle malattie infettive,passando per rianimazione, chirurgia, oltre ai servizi radiologici e Tac e laboratorio di analisi

Tagliare gli sprechi, accorpare e creare un sanità che sia veramente a misura di bambino. E' da questi concetti base semplicissimi che questa mattina, all'Università, hanno annunciato la creazione di un unico polo pediatrico ospedaliero, composto dalla clinica Trambusti del Policlinico di Bari (che ha reparti di allergologia e disturbi del sonno, endocrinologia e diabetologia, gastroenterologia, nefrologia) e dallo stesso Giovanni XXIII di via Amendola. A presentare l'operazione che prenderà vita il prossimo mese, il direttore del comparto e presidente della ‘Fondazione Vecchio’, Luciano Cavallo, insieme alla dirigenza dell'Azienda del nosocomio del capoluogo pugliese, e al direttore dell'Ares Puglia, Francesco Bux.

"Faremo tutto ad agosto per evitare intoppi o sovraffollamenti", spiega il medico pensando al fatto che, con la gente il ferie, potrebbe essere più facile spostare macchinari e personale. Personale che, però, a quanto pare, non ha visto di buon occhio questo traferimento. Getta acqua sul fuoco delle polemiche, il direttore generale del polo ospedaliero barese, Vitangelo Dattoli che drastico, commenta: "Non ci sono motivazioni tecniche che impediscano l'accorpamento. Se qualcuno ha qualche problema personale, è un argomento di cui non possiamo tenere conto”.

Il nuovo presidio, che strizza l'occhio al Gaslini di Genova, avrà 200 posti letto per la degenza ordinaria ma non mancheranno le sale per i day hospital, il pronto soccorso per osservazione breve, e gli ambulatori per quasi tutte le specialità pediatriche come pediatria generale, endocrinologia e diabetologia, malattie infettive, neurologia, malattie metaboliche, nefrologia e centro dialisi, cardiologia e cardio chirurgia, rianimazione, chirurgia, urologia, ortopedia, oculistica, otorino, odontoiatria, oltre ai servizi radiologici e Tac e laboratorio di analisi. "Dal 2008 al 2010, 9mila prestazioni pediatriche su 110mila in un anno, sono state fatte fuori regione. L'operazione che presentiamo oggi ci permetterà di abbattere questi numeri. Dobbiamo invertire la rotta", commenta il direttore dell'Ares. Gli fa eco, il collega della clinica pediatrica intitolata a Bruno Trambusti: "Al Giovanni XXIII, sarà possibile integrare tutte le attività creando il primo vero ospedale pediatrico del Sud Italia, evitando duplicazioni di reparti e consumi eccessivi e inutili di risorse. E’ importante supportare le eccellenze. Il sistema sanitario pubblico può solo dare l’indispensabile, invece bisogna guardare con attenzione esempi come il Gaslini che riesce ad essere un polo di grande prestigio solo grazie ai contributi privati". E per fare questo, il nuovo presidio si doterà della certificazione per ottenere il 5 per 1000 e sponsorizzerà raccolte fondi. In chiusura, la testimonianza del padrone di casa, il rettore Corrado Petrocelli che spiega come "l’accorpamento avrà ricadute positive anche sulla formazione dei nuovi medici che entreranno in contatto con una gamma più ampia di patologie".

 

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