Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Gravina in Puglia

Nelle grinfie dell'usuraio, costretta a cedergli anche la casa: vittima denuncia, scatta il sequestro dell'immobile

L'operazione della Finanza a Gravina, indagato un pluripregiudicato del luogo. La donna, una casalinga, sarebbe stata costretta a cedergli anche l'abitazione di famiglia per 'pagare' i debiti contratti con l'uomo, cui si era rivolta in un periodo di difficoltà economiche

Era finita nelle grinfie dell'usuraio, al quale si era rivolta in un momento di difficoltà economiche, indebitandosi fino a vedersi portar via anche la casa di famiglia. A quel punto la donna ha deciso di denunciare tutto, facendo partire l'indagine della Finanza che ha portato ad un decreto di sequestro preventivo dell'immobile a carico del presunto strozzino, un pluripregiudicato 60enne di Gravina. 

La denuncia della vittima e la ricostruzione della vicenda

Le indagini sono state avviate a seguito della presentazione di una denuncia da parte della vittima, casalinga e senza reddito, la quale, trovandosi in stato di bisogno, si sarebbe rivolta al pluripregiudicato gravinese chiedendogli un prestito. In particolare, il denaro le serviva anche per far fronte alle spese di ordinaria e straordinaria amministrazione che avrebbe dovuto affrontare a seguito della morte del padre, con il quale viveva - insieme alla madre - nello stabile di proprietà del defunto genitore. In cambio del prestito, il 60enne avrebbe chiesto la donazione in proprio favore della nuda proprietà dell’immobile, del quale la madre avrebbe conservato l’usufrutto fino alla sua morte. Tenuto conto del rilevante valore dell’immobile, pari a oltre un milione di euro, la vittima non aveva, tuttavia, accettato la proposta. Con l’aggravarsi del disagio economico, però, la donna non riusciva più a sostenere finanche le spese quotidiane, come ad esempio il pagamento delle bollette per le utenze domestiche o del meccanico per la riparazione dell’auto. A quel punto - secondo la denuncia della vittima e la successiva ricostruzione della Finanza - avrebbe accettato 20mila euro in contanti consegnati dall'uomo, accondiscendendo - suo malgrado - alla donazione del 50% della nuda proprietà dell’immobile. A seguito di un ulteriore prestito concesso dall’indagato sotto forma di pagamento delle bollette e di altri debiti contratti dalla vittima nei confronti di altre persone relativi alle spese quotidiane, il 60enne - approfittando della grave situazione di difficoltà finanziaria della donna - sarebbe quindi riuscito ad ottenere la donazione del restante 50% della nuda proprietà dell’immobile, fino a quando a giugno 2017, alla morte della madre della vittima, l’uomo acquisiva la piena proprietà dell’immobile donato, conseguendo così un vantaggio usuraio, pari al 3.000% del prestito concesso alla vittima.

I Finanzieri baresi hanno ricostruito l’intera vicenda grazie alla preziosa collaborazione della malcapitata, nonché incrociando le numerose dichiarazioni di persone informate sui fatti con la copiosa documentazione (tra cui, assegni, matrici di assegni contenenti appunti manoscritti riferiti ai pagamenti dei debiti della vittima, bollettini di conto corrente) sequestrata nel corso di una perquisizione effettuata presso l’abitazione dell’indagato. L’immobile sequestrato - che è stato oggetto di un’importante ristrutturazione effettuata da parte dell’indagato allo scopo di adibirlo a B&B - è stato affidato in custodia ad un amministratore giudiziario nominato dall’A.G., ma alla vittima dell’usura ne è stato, comunque, concesso l’utilizzo.

"La presente attività - ricorda in una nota la Guardia di Finanza - costituisce un’ulteriore testimonianza del presidio anti-usura assicurato dalla Guardia di Finanza che è stato, da ultimo, rafforzato in questo particolare momento di crisi anche economica e finanziaria che sta interessando il nostro Paese a causa della diffusione dell’epidemia da COVID-19. Infatti, in questo complicato scenario le famiglie in difficoltà, i lavoratori in nero e/o stagionali potrebbero rappresentare un ulteriore bacino di utenza per le attività usurarie della malavita, ragione per cui le Fiamme Gialle baresi hanno incrementato gli sforzi investigativi per alzare ancora di più la guardia nella prevenzione e nel contrasto di questa insidiosa “piaga” sociale".
 

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