Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

In casa preziosi reperti archeologici, scatta sequestro della Finanza: manufatti consegnati al museo di Altamura

In seguito all'operazione, i pezzi, risalenti al V-IV secolo a.C., sono stati devoluti al Museo nazionale archeologico del centro murgiano e restituiti quindi alla collettività

Sequestrati e donati (dopo il provvedimento di confisca) al Museo nazionale archeologico di Altamura: così 19 reperti archeologici risalenti al V-IV secolo avanti Cristo sono stati restituiti alla collettività.

I preziosi reperti - 19 manufatti in terracotta - sono stati sequestrati dai militari della Compagnia di Altamura a un cittadino di Gravina in Puglia, che li deteneva in casa in una vetrinetta, senza però - come emerso dagli accertamenti - averne fatto denuncia al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, pur essendone obbligato per legge.

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I militari, dopo aver rinvenuto i pezzi nell'abitazione, hanno interessato un esperto in materia, il quale ha stabilito che si tratta di “materiale autentico, di interesse culturale e archeologico rinveniente da contesti tombali, datati tra la fine del V secolo e l’inizio del IV secolo A.C.” e li ha così catalogati: 2 kothon a fascia monoansata, ciotola rotolo convessa monoansata, coppetta ad alto piede a fascia, piatto ad alto piede a motivi fitomorfi di composto, 2 pentolini rituali, stabnoss a decorazione lineare con coperchio, olpetta a vernice bruna, 2 brocchette monoansate a decorazione lineare, piatto su piede ad anello a decorazione lineare, kylix ad alto piede a vernice rossa, brocca a fascia monoansata, piatto su piede a fascia bicroma rossonera, piatto monocromo con vernice caduta, calice a fasce ad alto piede, frammento di labbro con ansa riferibile a brocca, frammento di base di calice”.

Per il detentore dei reperti, che non sarebbe stato in grado di dimostrare la legittimità dell'acquisto, è stato denunciato per violazione delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e paesaggio. Dopo il sequestro, effettuato e poi convalidato dalla Procura della Repubblica di Bari, il giudice per le indagini preliminari Ilaria Casu ha ora disposto la confisca dei beni e, su richiesta delle Fiamme Gialle, l’assegnazione del materiale archeologico al Museo Nazionale di Altamura.

Nella mattinata di ieri, presso il Museo altamurano, alla presenza della direttrice Elena Silvana Saponaro, della sindaca Rosa Melodia e dell’Assessore alla cultura Nunzio Perrone, sono stati consegnati i preziosi reperti, che sono stati così restituiti alla collettività per essere ammirati non solo dalla popolazione murgiana, ma anche dai numerosiì turisti che visitano la città di Altamura.

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