Grazie a tutti! Abbiamo superato, con non poche difficoltà, una bella tappa

Dopo aver partecipato per due anni, 2010 e 2011, alla festa della Madonna dei Martiri ad Hoboken, vedevo già da tempo che all’Hoboken Italian Festival mancasse qualcosa. Un dettaglio che potesse fare la differenza. E' nato l’ambizioso progetto: “Illuminiamo la tradizione”, ideare, costruire, acquistare, imballare, spedire con un container e donare archi di luce per Hoboken.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

"Ci sono persone nate per sgobbare. Ed altre nate per stare a guardare. Non è questione di salute, nè di intelligenza, nè di bisogno. E’ così e basta! Dalle prime tutti si aspettano di più, dalle seconde nessuno si aspetta niente. Per le prime non ci sono mai elogi, qualunque cosa facciano è dovere. Per le seconde è il contrario; poichè non ci si aspetta niente da loro, basta che muovano un dito e tutti si affrettano a coprirle di complimenti”. 

Per anni ho pensato le cose andassero così nella vita e per tale motivo non pensavo ne avrei mai sentito l’esigenza, ma dopo sei anni trascorsi a raccontare di traguardi, soddisfazioni e semplicemente good news riguardanti tutti coloro che simpaticamente ci seguono dal primo giorno, oggi sento di dover dare a questa meravigliosa comunità di sostenitori del sito web www.ilovemolfetta.it , un caloroso ringraziamento. 

Grazie a tutti! Abbiamo superato, con non poche difficoltà, una bella tappa.  

L’idea del progetto I love Molfetta, è nata 6 anni fa da una sorta di scommessa condivisa da amici e conoscenti: creare un ponte con una delle più grandi comunità di concittadini molfettesi all’estero, Hoboken. 

Dopo un anno I love Molfetta, constatate le risposte di fantastiche persone lontane da Molfetta, ha pensato di andare oltre il virtuale: il primo viaggio negli United States of America, sognato per lungo tempo. Ha toccato con mano l’emigrazione e il sogno americano di molti giovani intraprendenti. 

La prima volta, un’incognita. Mettevo in conto la possibilità che il viaggio potesse non portarmi nulla di vantaggioso, o deludere le mie aspettative. E’ stato come se stessi facendo una scommessa con il destino, ma ho voluto crederci. Credo di non aver dormito per giorni, vivendo con il fuso orario americano e trascorrendo notti intere al pc, pianificando ogni cosa al meglio. 

A distanza di cinque anni da quel primo viaggio, durante il quale mi sentivo quasi come un ragazzino alla sua prima vacanza senza i genitori, posso orgogliosamente ammettere di aver fatto la cosa giusta ( e anche di essere diventato un New York addicted!!!). La scarica di adrenalina che ho sentito quel giorno posando il primo piede su suolo newyorkese è come se mi avesse pervaso il corpo e la mente, dandomi una spinta inspiegabile a fare qualcosa. 

Con lo sguardo proiettato verso i grattacieli, forze in equilibrio, ho pensato realizzabili alcuni miei sogni... perchè non provarci! 

La comunità di molfettesi ad Hoboken nel New Jersey è diventata la mia seconda casa. Mi hanno accolto come un figlio e sostenuto nei miei progetti, con un affetto e una stima che non aspettavo. 

Ogni Molfettese mi ha regalato un pezzettino della propria storia. Le loro storie mi hanno insegnato che per essere felici non ci vuole tanto, quasi niente, soltanto quello che già hai dentro di te. In questi 5 anni ho conosciuto anche giovani emigranti, che con tanta forza di volontà, tanti sacrifici si sono costruiti una nuova vita, hanno realizzato i loro sogni. La loro amicizia mi ha arricchito: Questo stato di benessere interiore mi ha aiutato a creare sogni. 

Dopo aver partecipato per due anni, 2010 e 2011, alla festa della Madonna dei Martiri ad Hoboken, vedevo già da tempo che all’Hoboken Italian Festival mancasse qualcosa. Un dettaglio che potesse fare la differenza. E' nato l’ambizioso progetto: “Illuminiamo la tradizione”, ideare, costruire, acquistare, imballare, spedire con un container e donare archi di luce per Hoboken. 

E’ stato un lungo e durissimo lavoro. Molte notti insonne e molte giornate interminabili nelle quali mi capitava di rientrare a casa sfiduciato. Non ho mai perso le speranze nonostante la stanchezza, la sfiducia ovvia nei momenti di difficoltà. 

L’accensione delle luminarie, il primo giorno dell’Hoboken Italian Festival 2015, nonostante la pioggia, mi ha illuminato il cuore e gli occhi. 

Guardarmi attorno e vedere la commozione di tutti i miei amici molfettesi presenti, i loro abbracci e ...“bravo Roberto, grazie per questo bellissimo regalo”, ha dato un senso a tutte le ore di sonno perdute e a due anni di duro lavoro. E’ vero, dietro i sogni ci sono sacrifici che la gente non vede. 

La riconoscenza è stata tale che finalmente, dopo anni di collaborazione e sincero affetto, sono stato invitato per la foto ricordo annuale, in chiesa, con tutti i componenti dell’associazione Club Madonna dei Martiri di Hoboken. 
Un onore immenso per me e per tutti coloro che mi hanno sostenuto nell'impresa, mi ha commosso nel momento dello scatto.  Nella foto avrei voluto insieme al mio viso, i tanti incoraggiamenti e le tante delusioni ricevute. Questa è la MIA good news! 

Ringraziando della fiducia e della stima di tutti coloro che mi hanno sostenuto, vicini e lontani. Vi partecipo la mia felicità, grande ricompensa per il già fatto e il non ancora da realizzare. 

Roberto Pansini 

Torna su
BariToday è in caricamento