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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Green pass falsi venduti in rete a trecento euro: 25 indagati in tutta Italia, anche a Bari

L'indagine della Procura di Termini Imerese (Palermo) ha portato a un maxi blitz che ha coinvolto 15 province italiane: la vendita delle certificazioni fasulle era pubblicizzata su canali Telegram

Coinvolge anche la provincia di Bari il maxi blitz, con perquisizioni in tutta Italia, scattato oggi in seguito all'indagine della Procura della Repubblica di Termini Imerese (Palermo) e condotto dalla polizia, contro un'organizzazione criminale specializzata nel commercio su internet di Green pass falsi in grado di superare le normali verifiche. 

Secondo quanto accertato, l'organizzazione avrebbe pubblicizzato in diversi canali presenti sulla piattaforma Telegram la vendita di certificazioni verdi Covid-19 a persone senza vaccino. 
Gli utilizzatori delle false certificazioni verdi sono stati finora individuati complessivamente in 15 province italiane: oltre a Bari, a Roma, Cremona, Aosta, Cosenza, Lucca, Caltanissetta, Agrigento, Palermo, Bologna, Olbia, Venezia, Treviso, Mantova e Salerno. Venti le perquisizioni eseguite in diverse zone d'Italia, che hanno consentito di sequestrare, oltre a green pass cartacei, trenta dispositivi informatici nei quali erano custodite le certificazioni in formato digitale. 25 gli indagati trovati in possesso di falsa certificazione: alcuni di loro, sarebbero stati trovati anche sul posto di lavoro. Tra questi, due gestori di un panificio, un ristoratore, un dipendente comunale e un appartenente alle forze dell'ordine. Ma tra gli indagati ci sarebbero anche minori, i cui genitori avrebbero acquistato la falsa certificazione per non sottoporli al vaccino.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il costo di un green pass falso sarebbe stato solitamemte di trecento euro, da pagare in criptovaluta. I venditori avrebbero assicurato agli acquirenti il rilascio di un Green pass "rafforzato terza dose" personalizzato, chiedendo copia della tessera sanitaria e a fronte del pagamento in criptovaluta, prevedendo anche "sconti famiglia" per coloro che acquistavano più certificati. Le false certificazioni, con la collaborazione del ministero della Salute, daranno disabilitate.

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