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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Inchiesta presunti falsi tamponi positivi nel Barese, i farmacisti: "Escludiamo possano essere stati fatti da noi"

Il presidente dell'Ordine, D'Ambrosio Lettieri: "Per l’esecuzione dei tamponi antigenici, il farmacista, secondo le norme vigenti deve acquisire solo la tessera sanitaria dell’interessato. Occorre introdurre l’obbligo di accertamento della identità”

Plauso dell'Ordine dei Farmacisti Bari e Bat all'indagine avviata dalla Procura del capoluogo pugliese su presunti falsi tamponi positivi effettuati in farmacia per certificare la positività ed ottenere il super green pass, così da evitare il vaccino. L'inchiesta, al momento, non vede persone indagate: "Si tratta - spiega il presidente Luigi D'Ambrosio Lettieri - di una lodevole attività investigativa delle autorità competenti. Escludo possano coinvolgere farmacie 'compiacenti'. Per l’esecuzione dei tamponi antigenici, il farmacista, secondo le norme vigenti deve acquisire solo la tessera sanitaria dell’interessato. Occorre introdurre l’obbligo di accertamento della identità”.

"La vigente disciplina - rimarca - non esclude che un soggetto positivo al Covid-19 si rechi in farmacia o in un laboratorio autorizzato e si sottoponga alla esecuzione del tampone esibendo illecitamente la tessera sanitaria di persone già risultate positive. In questo modo viene certificata l'infezione e si ottiene, dopo dieci giorni e tampone positivo, un green pass da guarigione, evitando così la vaccinazione. La conferma di tale gravissimo rischio di elusione delle norme in materia di prevenzione del contagio da Covid-19 viene dalla lodevole attività investigativa delle autorità competenti di polizia giudiziaria impegnate a smascherare gli autori di atti criminali che escludo possano coinvolgere farmacie 'compiacenti'. In base alle vigenti disposizioni, infatti, oggi le farmacie eseguono il tampone antigenico acquisendo solo la tessera sanitaria del richiedente".

"Per evitare ogni forma di illecito e abuso - sostiene D'Ambrosio Lettieri - occorrerebbero, a nostro avviso, due sole misure: l’introduzione immediata dell’obbligo di accertamento dell’identità del soggetto che si sottopone al tampone e l’introduzione di aggravanti che consentano di irrogare sanzioni più severe a carico di irresponsabili mascalzoni che mettono a rischio la salute pubblica".

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