Guardia medica nega prescrizione farmaco, donna costretta al ricovero al 'Di Venere'

L'episodio, denunciato dal Movimento Cinque Stelle, si sarebbe verificato a Noicattaro una decina di giorni fa. Conca: "Sistema sanitario regionale afflitto da molte criticità"

Una guardia medica di Noicattaro (Bari) avrebbe negato di fornire una prescrizione medica a una donna operata alcune settimane fa alla testa che, per l'aggravarsi della situazione, è stata costretta al ricovero, in codice rosso, nell'ospedale 'DI Venere' di Carbonara. A segnalare la vicenda è il M5S in Consiglio regionale pugliese che ha raccolto la denuncia dal figlio della paziente: "Mia madre - racconta l'uomo - da diversi anni soffre di cefalea. Lo scorso giugno ha praticato un accesso al Pronto soccorso dell'ospedale di Carbonara dove ha eseguito una Tac del cranio che ha mostrato una lesione della regione ipofisaria. Successivamente c'è stato un consulto con un neurochirurgo del reparto di Carbonara dove, illustrata la condizione, ci ha consigliato di procedere chirurgicamente rimuovendo la massa rilevata per via endoscopica. Carbonara e lo stesso Policlinico non avendo la strumentazione e l'affidabilità derivante dalla frequenza di questo tipo di intervento, ci ha portato a rivolgerci ad un centro neurologico all'avanguardia, Neuromed, ubicato in Molise, precisamente a Pozzilli provincia di Isernia" dove, a fine novembre la donna è stata operata e dimessa il 7 dicembre. Gli infermieri, però, secondo quanto riferito dal figlio, si sarebbero dimenticati di fornire i farmaci utili alla degenza.

La donna, nella notte successiva, è svenuta sbattendo la testa: "Il 118 - prosegue il figlio - ci ha consigliato di rivolgerci alla guardia medica del comune di Noicattaro per avere una prescrizione medica" e ottenere i farmaci da una farmacia di turno, "e ci siamo rivolti in sede alle 5.30. Ci siamo visti negare la possibilità di ottenere la prescrizione medica, poichè il signore in sede, poteva farle solo alle ore 8:30, rifiutandosi quindi di ascoltare il caso in se e valutare la gravità della situazione. Verso le 6:00 la situazione si è aggravata ulteriormente ed abbiamo dovuto procedere con il ricovero presso l'ospedare Di Venere di Carbonara dove "il ricovero è avvenuto in postazioni al limite del legale, in sala d'aspetto in barella il primo giorno, il giorno seguente nella stanza dell'infermeria, causa il sovraffollamento, e perchè non potendosi raffreddare e starnutire per l'intervento da poco affrontato, non poteva stare a contatto con altri pazienti. Altro aspetto fondamentale è stata la mancaza dei farmaci interessati in tutta la struttura ospedaliera, infatti li abbiamo procurati noi per tutta la degenza ospedaliera. Il caso è stato seguito dal primario del Di Venere e dalla sua equipe di medici ed infermieri. Nelle condizioni in cui versa la struttura, e con tante difficoltà, sono riusciti a restituirmi mia madre, a questi va il mio più grande ringraziamento" conclude

"Questa assurda storia  - afferma il consigliere regionale pugliese del M5S, Mario Conca - racchiude in sé molte delle criticità che affliggono il nostro sistema sanitario regionale che non riesce ad essere efficace, tempestivo ed economico. Intanto trovo assurdo che per un Cranio Faringioma la Puglia debba rivolgersi al piccolissimo Molise perché non in grado di utilizzare la meno invasiva e più sicura tecnica endoscopica, è così che dobbiamo essere attrattivi e ridurre i 240 milioni di euro della mobilità passiva? È mai possibile obbligare i pazienti convalescenti ad un viaggio complicato e pericoloso per la loro incolumità piuttosto che attrezzarsi o perseguire la mobilità delle risorse umane?"

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