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Guerra di mafia, 13 arresti tra i Campanale: "Così il clan mirava ad espandersi in provincia"

In manette anche Leonardo Campanale ed il figlio Felice. Le indagini hanno preso avvio dall'omicidio di Mario Rizzo, avvenuto nel 2012 a Rutigliano: il clan mirava ad assumere il controllo del mercato della droga e delle estorsioni anche in alcuni Comuni del sud-est barese

Un gruppo malavitoso 'emergente', e un clan barese forte, uniti dall'interesse ad allargare il proprio predominio anche in provincia. Così il gruppo legato ai pregiudicati Rocco Masotti e Giovanni Zullo, forte del sostegno assicurato dai Campanale di San Girolamo, aveva cominciato la 'scalata' per il controllo delle attività illecite - commercio di droga ed estorsioni in particolare - nella zona del sud-est barese, ed in particolare a Rutigliano e Conversano. Un tentativo destinato inevitabilmente ad innescare un conflitto con i clan locali già presenti sul territorio, primo fra tutti quello capeggiato da Mario Rizzo.

Ed è proprio dal brutale omicidio di Rizzo, avvenuto nel dicembre 2012 in un bar di Rutigliano, che hanno preso avvio le indagini che hanno portato questa mattina all'arresto per traffico di droga, estorsioni e detenzione di armi di 13 persone (I NOMI DEGLI ARRESTATI) tra cui il 45enne Leonardo Campanale, esponente dell'omonimo clan di San Girolamo, e del figlio 28enne Felice. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, è stata condotta in maniera congiunta da carabinieri e polizia, che hanno lavorato in stretta sinergia portando alla luce il tentativo del clan barese di espandere i propri affari anche in provincia. "Un'operazione che rappresenta uno degli esiti più brillanti di questo nuovo modo di svolgere indagini basato sulla cooperazione delle forze dell'ordine", ha sottolineato in conferenza stampa il coordinatore della Dda Pasquale Drago.

Il gruppo Masotti-Campanale in un primo momento cerca l'accordo, puntando ad assumere il controllo del mercato della droga, ma Mario Rizzo non vuole piegarsi, e in un'occasione umilia pubblicamente Masotti, luogotenente dei Campanale, facendolo inginocchiare e puntandogli una pistola alla tempia, per simulare un'esecuzione. Un doppio affronto che il gruppo barese punisce con la morte. A quel punto i Masotti-Campanale, forti dell'eliminazione del rivale, si impongono anche nelle estorsioni e mirano ad estendersi anche su Conversano. Qui agiscono con il sostegno di un pregiudicato del luogo, Nicola Antonio La Selva (anch'egli tra i 13 arrestati). Nel frattempo però le indagini sono già partite: nel febbraio 2013 tre componenti del gruppo vengono arrestati per l'omicidio di Rizzo. L'attività investigativa va avanti, gli investigatori acquisiscono elementi anche attraverso le testimonianze di due collaboratori. Gli imprenditori taglieggiati - tra le ditte c'è un'agenzia di pompe funebri e un'azienda per il noleggio di videopoker - confermano le richieste estorsive subite.

IL VIDEO DEL BLITZ

Nel corso della conferenza stampa, il procuratore Drago ha ribadito l'invito ai cittadini a collaborare con le forze dell'ordine: "Questa è la criminalità organizzata emergente, di maggiore aggressività - ha spiegato Drago commentando l'operazione - A costoro non bastano più gli stupefacenti, stanno cercando di allargarsi sul controllo delle attività produttive. E' importante che la classe imprenditoriale si renda conto che ci vuole un atto di coraggio.. E' importante che i cittadini prendano coscienza del fatto che si devono impegnare e responsabilizzare. Devono avere il coraggio di collaborare con le forze dell'ordine. Loro stanno facendo con il personale che hanno a disposizione degli sforzi veramente importanti. Se ci fosse una maggiore collaborazione da parte dei cittadini, potremmo raddoppiare i risultati che già stanno arrivando".

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