Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Guerra tra clan, la Dda di Bari: "Livello d'allarme elevatissimo"

Pasquale Drago, coordinatore della direzione distrettuale antimafia, spiega che "gli arresti dei boss hanno sconvolto gli equilibri", ora c'è una criminalità meno pericolosa ma che crea allarme sociale

Gli arresti dei boss storici dei clan baresi avvenuti negli ultimi anni per il coordinatore della Dda di Bari, Pasquale Drago, "hanno sconvolto gli equilibri", armando giovani criminali inesperti "senza spessore mafioso" che creano un "elevatissimo livello di allarme". Quello che gli inquirenti temono è "una nuova faida tra clan per il controllo del territorio". Il procuratore aggiunto Drago spiega così gli ultimi fatti di sangue registrati nel capoluogo, in particolare l'omicidio di Giacomo Caracciolese, 32enne, ucciso il 5 aprile scorso, in pieno giorno, a pochi isolati dal mercato di via Dei Mille a Bari. Secondo gli inquirenti l'uccisione è una risposta all'omicidio di Cesare Diomede, figlio del boss del quartiere Carrassi Biagio, ucciso nell'agosto 2011. "Siamo di fronte ad un fenomeno submafioso. Una criminalità teoricamente meno pericolosa di quella che mette radici ma che crea più allarme sociale", spiega Drago che ha portato la sua analisi sulla criminalità barese all'attenzione del comitato per l'ordine e la sicurezza svoltosi oggi in Prefettura a Bari, alla presenza dei rappresentanti delle forze di polizia e del sindaco Michele Emiliano.

Lo sforzo che magistratura e investigatori stanno facendo per arginare l'emergenza criminale in città trova, per il procuratore aggiunto di Bari, un grande ostacolo nella carenza di organici. A questo proposito Drago ha lamentato anche la "perdurante inerzia degli organi ministeriali". "Il nostro distretto è enorme - ha ricordato Drago - e va da Bari a Foggia, Lucera e Trani, ma ha le dotazioni organiche di un tribunale ordinario, la Procura, il Tribunale e le Forze dell'ordine lavorano oltre i limiti e con sofferenze personali ma non è sufficiente". A Bari l'Antimafia lavora con metà dei magistrati previsti in organico (4 su 8). Drago ha già presentato il suo piano di riorganizzazione dei pool alla Dna e attende una risposta perché diventi operativa.

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