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Sanità pugliese ai raggi x: nel 2014 miglioramenti significativi ma c'è ancora da lavorare

Uno studio sulle strutture ospedaliere pugliesi commissionato dalla Regione Puglia svela i miglioramenti e le pecche del sistema sanitario regionale

Ieri pomeriggio nella sede dell’assessorato alla Sanità della Regione Puglia, si è tenuto il primo incontro sul sistema di valutazione delle performance degli ospedali pugliesi nel 2014, realizzato a cura dell’università pubblica di eccellenza, l'Istituto superiore Sant’Anna di Pisa.

"Per la prima volta la Regione Puglia realizza un monitoraggio per misurare le performance dei nostri ospedali - ha esordito il Governatore pugliese Michele Emiliano-. Si tratta di uno strumento fondamentale per migliorare la qualità del servizio, grazie al quale sarà possibile modellare il piano di riordino ospedaliero con maggiore precisione".

“I dati che ci hanno consegnato – ha aggiunto Emiliano - restituiscono una Puglia che dal punto di vista sanitario è in netto miglioramento. È la regione che forse è migliorata di più tra il 2013 e il 2014. Questo significa che stiamo andando nella direzione giusta e che sarà più facile, attraverso questi dati, costruire l’efficienza per un migliore servizio da dare ai cittadini".

Per il direttore del dipartimento Promozione della salute, Giovanni Gorgoni, quella realizzata dall'Isituto Sant'Anna "non è una pagella, ma uno strumento di programmazione e valutazione del sistema sanitario per i prossimi anni che sarà determinante anche per definire il piano degli obiettivi dei direttori generali".

Tra i migliori risultati raggiunti dalla Puglia, secondo i dati del Sant'Anna, ci sono la performance sulla degenza ospedaliera medica, il consumo dei farmaci oppiacei, la variabilità chirurgica, il percorso emergenza-urgenza, l'appropriatezza prescrittiva diagnostica e il percorso oncologico.

Significativo anche il dato che riguarda il tasso di ospedalizzazione (discendente): il dato complessivo della Puglia dal 2013 al 2014 registra una significativa riduzione, ma bisogna ancora abbassarlo per raggiungere standard adeguati.

Tra i risultati negativi invece si registrano l'efficienza prescrittiva farmaceutica, l'appropriatezza medica, l'appropriatezza chirurgica, il governo della domanda e le cure domiciliari.

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