Cronaca

Fatti e misfatti del 2011: l'anno che se ne va raccontato in dieci notizie

Dai fatti di cronaca nera alla tragedia di Barletta, dalle vicissitudini del Bari calcio alle vicende giudiziarie di Tarantini & Co., la cronaca dell'anno che ci lasciamo alle spalle racchiusa in dieci eventi clou

L'anno del ritorno alla guerra tra le "giovani leve" delle famiglie mafiose locali. L’anno in cui Bari sale alla ribalta delle cronache giudiziarie nazionali per la chiusura delle indagini dell'inchiesta sul "Tarantini gate". L'anno segnato dalla tragedia di Barletta. L'"Annus horribilis" dell'As Bari: dalla retrocessione in serie B alle vicissitudini societarie, alle ombre del calcioscommesse. Ma il 2011 è anche l'anno del record ai botteghini di Checco Zalone e del ritorno di Antonio Cassano in maglia azzura al San Nicola. Dodici mesi segnati dai “fatti e misfatti” più disparati, che quasi riesce difficile racchiudere in una lista di sole dieci notizie…

mizzi-2 IL RITORNO DELLE GUERRE TRA CLAN E L’OMICIDIO MIZZI A CARBONARA

L’inizio del 2011 è segnato dalla ripresa degli scontri tra clan rivali. Tra febbraio e marzo, si susseguono sparatorie, agguati, gambizzazioni, spesso anche di giorno e in zone centrali della città. A farsi guerra, spiegano gli investigatori, sono “le giovani leve” delle famiglie mafiose che da sempre controllano Bari – i Parisi, gli Strisciuglio, i Di Cosola, i Capriati, i Palermiti, i Montani. Due le poste in gioco: il traffico di armi e il controllo delle piazze per lo spaccio di droga.

In piena guerra tra clan, a Carbonara si registra l’ennesimo agguato.  E’ la sera del 16 marzo. A perdere la vita è il 38enne Giuseppe Mizzi, freddato a colpi di pistola a pochi passi dalla piazza principale dell’ex frazione. Si parla di vendetta, di un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio di droga. Ma la verità sarà ben più amara: Giuseppe Mizzi, come sostengono dal primo momento i suoi parenti e come conferma la Procura mesi più tardi, è stato ucciso per errore, per un tragico scambio di persona. Un'altra vittima innocente di mafia, come i giovanissimi Michele Fazio e Gaetano Marchitelli.

IL RECORD DI INCASSI DI CHECCO ZALONE

Sul versante “cultura e spettacoli”, l’inizio del 2011 fa registrare un record nazionale, che diventa anche un punto d'orgoglio per i baresi. “Che bella giornata”, il secondo film del comico barese Checco Zalone, al secolo Luca Medici, scritto a quattro mani con il regista Gennaro Nunziante (già coideatore dei personaggi di Toti e Tata) fa registrare il record di incassi nazionale. Il film incassa ai botteghini più de “La vita è bella” che valse l’Oscar a Benigni: 43 milioni di euro, l’incasso più alto mai registrato da un film in Italia.

LA RETROCESSIONE DEL BARI IN SERIE B

Dopo i successi e il grande gioco del campionato 2009-2010, l’anno 2010-2011 segna il declino della squadra guidata da Giampiero Ventura. Le sconfitte e le contestazioni dei tifosi si susseguono, fino a quando il tecnico genovese si  dimette. Al suo posto arriva Bortolo Mutti, ma lo scatto d’orgoglio auspicato dal nuovo allenatore non arriva, e la squadra finisce in serie B.

Intanto anche sul piano societario le cose si complicano: il presidente Vincenzo Matarrese si fa da parte cedendo il passo a Garzelli, la società in crisi annuncia di non riuscire più a pagare gli stipendi, le trattative per la cessione societaria si susseguono senza mai portare a nulla di concreto, e intanto esplode la contesa con il Comune che vanta sui Matarrese un credito da 1,2 milioni di euro. Nel frattempo da un’inchiesta della Procura di Cremona esplode il caso calcioscommesse: l’ex capitano biancorosso Antonio Bellavista viene arrestato, e nelle intercettazioni emerge più volte il riferimento ad alcune partite del Bari. Anche la Procura di Bari apre un’indagine parallela per frode sportiva, relativamente ad un flusso di puntate anomale sulla partita di Coppa Italia Bari-Livorno del dicembre 2010.

discoteca LA SPARATORIA ALL’H25

E’ la notte tra il 9 e il 10 aprile. Una banale discussione, davanti ad uno dei più noti locali cittadini, si trasforma in tragedia. Giuseppe Di Terlizzi, 30 anni, viene colpito da un proiettile alla testa. Morirà due giorni dopo al Policlinico.

Si parla di una vendetta per un litigio avvenuto poco prima all’interno del locale, ma le indagini proseguono a fatica, ostacolate, dicono gli inquirenti,  da un muro di omertà. Nessuno sembra sapere o aver visto, e ancora oggi gli assassini di Giuseppe non hanno un nome. Il gestore dell’H25, a pochi giorni dalla tragedia, annuncia che il locale non sarà riaperto. E lancia l’allarme sulle bande di giovani criminali che disturbano il divertimento nei locali cittadini. Qualche mese dopo, in una nota discoteca barese, il nipote del boss Di Cosola di Ceglie del Campo, sfregia una ragazza che ha osato respingere le sue avances, spaccandole una bottiglia in pieno volto. E il dibattito sulla questione si riapre.

L'INCHIESTA ESCORT E LA "GUERRA" SCELSI-LAUDATI

A due anni dall’apertura dell’inchiesta, si chiudono le indagini della Procura di Bari sul giro di escort portate dall’imprenditore della sanità barese Gianpaolo Tarantini nelle residenze private del premier Berlusconi. E’ l’inchiesta che fare tremare la Bari bene, perché, come racconta lo stesso Tarantini,  nelle intercettazioni sono contenuti i nomi delle numerose donne baresi, professioniste affermate o mogli di professionisti, che avrebbero frequentato le cene a casa del premier. I nomi però non vengono fuori, mentre dai verbali emerge un vero e proprio decalogo imposto dall’imprenditore alle frequentatrici delle serate romane. Gli indagati sono otto, tra cui attrici e soubrette.

Ma sul caso Tarantini si consuma anche lo strappo interno alla Procura di Bari. L’ex pm Pino Scelsi, primo titolare dell’inchiesta poi promosso alla Procura generale, presenta un esposto al Csm contro il Procuratore Laudati, accusato di aver volutamente rallentato le indagini. Il Csm apre un fascicolo sull' operato di Laudati, per il quale verrà tuttavia disposta l’archiviazione a dicembre. Nel frattempo da Napoli, dove Tarantini è indagato per una presunta estorsione al premier, giungono a Lecce degli atti in cui Tarantini racconta di essere stato favorito da Laudati nell'inchiesta escort. I pm leccesi aprono un'inchiesta, in cui fino ad oggi non ci sono stati sviluppi rilevanti.

spagna-2 AMICHEVOLE ITALIA-SPAGNA, IL RITORNO DI CASSANO AL SAN NICOLA

E’ il ritorno del grande calcio a Bari, ma anche il ritorno del “Pibe di Bari”, nuovamente in maglia azzurra grazie alla convocazione di Prandelli, sul terreno di gioco del San Nicola.  Per l'occasione, gli azzurri decidono di assegnare proprio a Fantantonio la fascia di capitano, per una partita che si rivelerà ricca di emozioni e vedrà la vittoria dell'Italia. Peccato però che per Cassano non sia esattamente un anno fortunato: qualche mese dopo tutta Bari sarà di nuovo in ansia per lui, sottoposto ad un intervento al cuore dopo un principio di ictus ischemico.  Tifosi e concittadini si stringono intorno al campione. Niente di grave, ma per Fantantonio  è la fine del campionato.

 

 

LA PROTESTA AL CARA DI PALESE

Il primo agosto esplode la protesta dei migranti ospitati nel Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Palese. Già più volte, nei mesi precedenti, i migranti avevano manifestato bloccando i binari alle spalle della struttura per chiedere l’accelerazione delle pratiche di riconoscimento dello status di rifugiati. Ma questa volta la protesta è più violenta. Oltre a bloccare i binari, i migranti escono dal Cara, bloccano la statale 16. Alcuni di loro incendiano cassonetti, un bus viene assaltato. Su verificano sassaiole e lanci e oggetti contro le forze dell’ordine. Una guerriglia che va avanti un’intera giornata. Il bilancio è di 98 feriti. Le persone arrestate sono 45, in prevalenza giovani nordafricani. Per loro i pm chiedono il processo immediato.

crollo barletta-2 IL CROLLO DI BARLETTA

E’ la pagina di cronaca più triste del 2011. E’ il 3 ottobre. In via Roma, a Barletta, crolla una palazzina di tre piani. In pochi secondi, le fondamenta cedono e l’edificio si accartoccia su sé stesso. Sotto le macerie restano cinque donne: quattro operaie dell’opificio ubicato al piano terra della palazzina, e la figlia 14enne dei titolari dell’attività. I residenti della palazzina parlano di tragedia annunciata. Poche ore prima, avevano chiesto e ottenuto un sopralluogo dell’Ufficio tecnico, perché in più punti dell’edificio si erano aperte delle crepe.

La Procura di Trani apre un’inchiesta: a provocare il crollo, dei lavori non autorizzati eseguiti in un cantiere attiguo alla palazzina crollata. Subito dopo i funerali delle vittime, vengono resi noti i nomi degli indagati. A distanza di due mesi, quattro persone vengono arrestate. Ma la tragedia di Barletta fa emergere anche un altro tema, quello del lavoro nero. Le operaie morte nel crollo, infatti, lavoravano a nero. Ad un mese esatto dalla tragedia, il presidente della Repubblica Napolitano, in visita ufficiale a Bari, deporrà una corona sul luogo del crollo.

Giorgio Napolitano in visita a Bari © TM News Infophoto (5)-2 LA VISITA UFFICIALE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il 4 e 5 novembre Giorgio Napolitano è in visita ufficiale in provincia di Bari. Partecipa alla cerimonia per la festa della Forze Armate al Sacrario dei Caduti d'Oltremare, ad un convegno sul Mezzogiorno all'Università, poi a Conversano prende parte alle celebrazioni in memoria del deputato socialista Giuseppe Di Vagno, ucciso dai fascisti nel 1921. Napolitano si reca anche a Barletta, dove depone una corona sul luogo della tragedia della palazzina crollata e incontra i familiari delle vittime. Al centro dei discorsi del presidente della Repubblica, la grave crisi di fiducia vissuta dall'Italia in ambito europeo, e l'appello ad un sacrificio comune per risollevare le sorti del Paese. Una decina di giorni dopo, Napolitano affiderà a Monti l'incarico di formare il nuovo governo.

LA PROTESTA CONTRO TRENITALIA

Gli ultimi mesi del 2011 sono segnati dalla mobilitazione di cittadini e istituzioni contro Trenitalia. A provocare la protesta, la decisione dell’azienda di tagliare numerosi collegamenti (30 inizialmente) da e verso la Puglia (e verso tutte le regioni meridionali),  riducendo in particolare i treni notte.

Una scelta, protestano cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali, che di fatto taglia fuori la Puglia e il Mezzogiorno dal sistema nazionale dei collegamenti ferroviari, portando anche con sé il licenziamento dei dipendenti della Servirail (45 solo a Bari), la società che gestisce il servizio sui treni notte per conto di Trenitalia. I sindaci meridionali organizzano una manifestazione di protesta a Roma, davanti alla sede di RFI. La mobilitazione porta qualche risultato, ma è una battaglia che promette di continuare anche nel 2012.

 

 

 

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