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Cronaca

Il 2015 tutto d'un fiato: l'anno che se ne va raccontato in dieci notizie

Cronaca, politica, economia: il 2015 barese raccontato attraverso dieci dei principali fatti che l'hanno caratterizzato

Il 2015 è ormai agli sgoccioli. Che anno è stato per Bari, per quali fatti sarà ricordato? Ripercorriamolo attraverso  dieci degli avvenimenti più importanti che lo hanno caratterizzato.

POLEMICHE, GUASTI E INCHIESTE: L’ANNO NERO DI AMTAB – Il sindaco Decaro contro gli ‘assenteisti di San Silvestro’. Il 2015 si apre così, con uno scontro tra il primo cittadino e i dipendenti dell’ex municipalizzata dei trasporti, finiti nel mirino per le assenze ‘sospette’ registrate il 31 dicembre. Ma per tutto il 2015, l’Amtab si ritrova spesso al centro delle cronache cittadine: per le inchieste giudiziarie sulla sua gestione, per gli atti vandalici subiti da mezzi e autisti, ma soprattutto per i numerosi e continui incidenti  (tra i più pericolosi , quello in cui un bus perde una ruota a San Pio, e l’incendio di un pullman sulla tangenziale). E se da una parte i dipendenti dell’azienda reclamano provvedimenti sulla sicurezza, dall’altra si fa spazio il sospetto dei sabotaggi, che spinge il sindaco Decaro a recarsi in Procura.
 

omicidio lorusso-2FAIDA DI SAN GIROLAMO: L’OMICIDIO DI NICOLA LORUSSO – Ma il nuovo anno si apre anche con un fatto di sangue che scuote la città. E’ l’11 gennaio, una domenica mattina. Un’auto in transito su via Van Westerhout, strada che costeggia la pineta San Francesco, a San Girolamo, viene affiancata da due sicari armati di kalashnikov.  Nella pineta c’è già gente che sta facendo jogging, e sente la raffica di colpi. L’obiettivo dei killer è Nicola Lorusso, padre di Umberto, ritenuto a capo dell’omonimo clan del quartiere. Gli investigatori inquadrano da subito l’omicidio nella sanguinosa faida tra i Lorusso e i Campanale, che da tempo si contendono il controllo delle attività illecite sul territorio. Tutta la città è scossa da un’esecuzione avvenuta in pieno giorno, nei pressi di un luogo – la pineta san Francesco - molto frequentato anche da famiglie e bambini, soprattutto di domenica.

LA VERTENZA AUCHAN, LE PROTESTE ALLA BRIDGESTONE – Chiusura dell’ipermercato e 119 lavoratori in esubero: per i dipendenti dell’Auchan di BariBlu, a Triggiano, è un gennaio amaro. La multinazionale francese annuncia lo smantellamento del punto vendita.  Si apre una vertenza durissima, fatta di sit-in e scioperi, che si conclude due mesi dopo, con un accordo che prevede la riassunzione della maggioranza dei lavoratori da parte delle aziende che rilevano gli spazi prima occupati da Auchan. Ma nel corso del 2015 non mancano anche altre vertenze. Un caso che infiamma l’estate è quello della Bridgestone: la società mira a ridurre ulteriormente gli stipendi, anche chiedendo ai lavoratori di rinunciare a voci individuali del salario. I dipendenti si oppongono, scioperano, si dividono sul da farsi. Alla fine viene raggiunto un accordo: posti di lavoro salvi, ma con nuovi sacrifici per gli operai.

EMILIANO DIVENTA PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA – Il 2015 è anche l’anno delle elezioni regionali, che si celebrano a fine maggio. Dopo una campagna elettorale non troppo accesa, caratterizzata più dalle divisioni interne al centrodestra che dagli scontri tra avversari,  il risultato è quello ampiamente pronosticato: vince l’ex sindaco di Bari, Michele Emiliano, con il 47,1% dei voti, seguito da Antonella Laricchia ( 18,42) del Movimento 5 Stelle, vera ‘sorpresa’ della tornata elettorale, che conquista sette seggi in Consiglio regionale. Lavoratori Bruscella-2

LA STRAGE ALLA ‘BRUSCELLA’ DI MODUGNO – Resterà a lungo una delle pagine più tristi della cronaca di Bari e provincia. E’ la mattina del 24 luglio, e nella fabbrica ‘Bruscella Fireworks’ di Modugno, conosciuta in tutta Italia e anche all’estero per i suoi fuochi pirotecnici, si lavora a pieno ritmo: è periodo di sagre e feste patronali, ci sono tanti ordini e consegne. All’improvviso si verificano tre esplosioni, in rapida successione. I boati, fortissimi, si avvertono a Modugno, ma anche alla periferia di Bari, e nei Comuni vicini. In un attimo è l’inferno:  il fumo, le fiamme, il lavoro difficilissimo dei soccorritori, le corse delle ambulanze verso gli ospedali per cercare di salvare chi è rimasto coinvolto nella terribile esplosione. Il bilancio sarà pesantissimo. Le vittime saranno in tutto dieci: Vincenzo Armenise, Giuseppe Pellegrino, Vincenzo De Chirico, gli indiani Banga Harbaajan e Nigah Kumar, l'albanese Merja Samir, Michele Pellicani, Riccardo Postiglione, Vincenzo e Michele Bruscella, zio e nipote, due dei tre soci della ditta. All’indomani dell’esplosione, la magistratura pone sotto sequestro ciò che resta della fabbrica e avvia un’inchiesta, tuttora in corso, per accertare le cause della tragedia. 

Modugno, esplode fabbrica fuochi d'artificio


 

ARTISTI BARESI ALLA RIBALTA: NICOLA LAGIOIA E GIO’SADA – Ma nel 2015 barese c’è anche spazio per l’orgoglio per due concittadini che si fanno onore nel campo della cultura e della musica. Il primo è lo scrittore Nicola Lagioia: barese doc, poi trasferitosi a Milano, con il suo romanzo ‘La ferocia’, edito da Einaudi, conquista il ‘Premio Strega 2015’. A lui, in segno di riconoscimento, il sindaco Decaro consegna qualche settimana dopo le chiavi della città di Bari. Ma anche nella musica Bari festeggia il successo di un ‘suo‘ artista: è il 26enne Giò Sada, vincitore di X Factor 2015. Anche lui, il 31 dicembre prossimo, sarà sul palco di Gigi D’Alessio,  per il concertone di Capodanno.

waterfront-3SAN GIROLAMO, PARTONO I LAVORI PER IL WATERFRONT – Per certi versi, può essere considerata una data ‘storica’ per il quartiere: il 24 agosto partono i lavori la riqualificazione del lungomare. Un progetto atteso da circa trent’anni dai residenti, e sempre rimandato.  “Sarà la spiaggia più bella dell’Adriatico”, promettono dal Comune:  1,7 km di costa attrezzata, riqualificata e pedonalizzata. Completamento dei lavori previsto per il 2017. I tempi saranno rispettati?

ASSALTO A PORTAVALORI IVRI, CITTA’ BLOCCATA – Il colpo riesce solo in parte, ma il piano messo in atto dai rapinatori paralizza letteralmente gli accessi alla città. E’ la mattina del 19 ottobre. Sono all’incirca le 8.30, ora di punta per gli spostamenti verso scuole e uffici. Un commando armato entra in azione alla zona industriale, nei pressi del centro commerciale BariMax. Nel mirino ci sono due furgoni portavalori dell’Ivri. I malviventi esplodono colpi di pistola per indurre i due mezzi a fermarsi. Ma soprattutto, per impedire l’intervento sul posto delle forze dell’ordine, bloccano le strade con pneumatici e mezzi pesanti dati alle fiamme: almeno cinque i punti bloccati, tra complanari, accessi alla statale 96 e alla statale 16. I banditi fuggono solo con parte del bottino, ma il traffico intorno alla città resta paralizzato per ore.

Zona Industriale in tilt, tir incendiati e strade bloccate

“UCCISO PER INVIDIA DALL’EX COLLEGA”, L’OMICIDIO DI BEPPE SCIANNIMANICO – Gli ultimi mesi del 2015 sono segnati da due terribili fatti di cronaca, due omicidi, avvenuti a distanza di pochi giorni, che beppe-3nulla hanno in comune tra loro ma che scuotono la città per l’efferatezza e l’assurdità del loro movente. Il primo è l’omicidio di Beppe Sciannimanico. E’ il pomeriggio del 26 ottobre quando Beppe, giovane agente immobiliare, viene freddato a colpi di pistola in una stradina poco frequentata del quartiere Japigia. Beppe è un ragazzo pulito, onesto, senza ombre. Amato dagli amici, stimato sul lavoro. Il suo delitto è un rebus: chi, e perché, può aver voluto uccidere un giovane così bravo? Le indagini della Squadra Mobile, chiuse nel giro di una decina di giorni, ricostruiscono uno scenario terribile: ad uccidere Beppe sarebbe stato un ex collega, agente immobiliare come lui, mosso dall’invidia nei suoi confronti e dal timore che il giovane, che stava per aprire un ufficio a Japigia, a poca distanza dal suo, potesse,  con la sua bravura, rovinare i suoi affari.

Fiaccolata in memoria di Beppe Sciannimanico 3 novembre 2015

UCCISO ‘A CASO’ PER LA VENDETTA DEL BOSS: l'OMICIDIO MIDIO  – Le indagini per l’omicidio Sciannimanico non sono ancora chiuse, la città è ancora sotto shock per un delitto che appare sempre più inspiegabile. La sera del 3 novembre gli amici di Beppe Sciannimanico organizzano una fiaccolata per “chiedere giustizia”. Ma mentre il corteo sfila per le strade del centro, in un altro quartiere della città si consuma un altro omicidio. A morire è di nuovo un giovane: Christian Midio, 21 anni. Viene freddato a colpi di pistola in via Giulio Petroni, tra la gente e i negozi ancora aperti. Ha piccoli precedenti per spaccio, ma anche in questo caso il delitto sembra avvolto dal mistero. A far luce sulla sua uccisione saranno, anche questa volta nel giro di pochi giorni, gli investigatori della Squadra Mobile, che arrestano due persone. La ricostruzione dell’omicidio non è meno sconvolgente: il 21enne non era un obiettivo specifico dei sipari, non è stato ucciso per una precisa ‘colpa’. Sarebbe stato scelto ‘a caso’, dai sicari che quel giorno erano stati mandati dal boss, con l’incarico di colpire ‘uno qualunque’ del clan rivale, per punire  l’affronto fatto a sua moglie da una donna di quel gruppo.  
 


 

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