Referendum costituzionale, il "no" che serve al Sud

IN VISTA DELLA CONSULTAZIONE DEL PROSSIMO 4 DICEMBRE 2016, IL SEGRETARIO CITTADINO DI VALENZANO (BA) DEL MOVIMENTO DUOSICILIANO-MDS RILASCIA LA SEGUENTE DICHIARAZIONE.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Durante i lavori del 3° Congresso Duosiciliano svoltosi a Bari, con il convegno dal tema "IL NO AL REFERENDUM CHE SERVE AL SUD" in cui hanno partecipato Enzo DI BRANGO (scrittore/saggista), Lino PATRUNO (giornalista/scrittore), Valentino ROMANO (storico/scrittore) e Michele LADISA (ri-confermato Segretario Generale di MDS) si è discusso sui reali contenuti della riforma costituzionale sul disegno di legge Renzi-Boschi, che si voterà nella giornata di Domenica 4 dicembre 2016.

Si tratta di un referendum confermativo di 41 articoli, in cui non è necessario raggiungere il quorum. Perciò, la riforma passerà semplicemente se i voti a favore del "Sì" o del "No" saranno più di quelli contrari e la scheda elettorale conterrà il riassunto della legge sotto forma di domanda, che cita così: «Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°88 del 15 aprile 2016?».

A prescindere, che storicamente nell'Antica e gloriosa Roma (S.P.Q.R.) trecento Senatori, nel bene e nel male, furono capaci di gestire le sorti di un grande impero; che nell'Italia post-unitaria la burocrazia e il debito pubblico nasce con il sistema di governo sabaudo-piemontese; che nel Secondo Dopoguerra, le consultazioni tra Camera dei Deputati e Senato hanno prodotto più leggi dell'Inghilterra, Francia, Germania e USA messe insieme (fonte: Financial Times); che per i fondatori della carta costituzionale, il referendum è stato voluto come strumento per le minoranze che non hanno condiviso i progetti di revisione costituzionale (va ricordato che vigeva il regime elettorale proporzionale).

Insomma, questa riforma tradisce la Costituzione stessa; è una riforma pasticciata, che necessita tantissime riflessioni e revisioni.

Invece di traghettare gli indecisi (del voto) verso il Sì, perché il Governo non discute di argomenti concreti e tangibili, come:

- Confederare l'Italia in macroregioni (sul modello svizzero per esempio)?;

- Abolire la carica di "Senatore a vita" e del rispettivo trattamento economico, con potere retroattivo?;

- Abrogare gli Statuti Speciali delle rispettive Regioni autonome: Friuli-Venezia-Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino Alto-Adige e Valle d'Aosta?;

- Abolire la legge elettorale Italicum (ex-Porcellum), il vitalizio, l'immunità parlamentare?

Infatti, il "Comitato del Sì" (promosso dal Partito Democratico) per paura che perda, non baderà a spese, tantoché finanzierà la campagna politico-elettorale con una cifra di 2,8 milioni di euro o più (fonte: La Stampa). Questo episodio, la dice lunga sul fatto che ogni tanto le democrazie evidenziano purtroppo dei difetti che danno ragione a quello che sosteneva Winston Churchill, cioè che "la democrazia è il peggiore dei sistemi, esclusi tutti gli altri".

A mio avviso, come tanti altri, questo Referendum è l'anello mancante, per chi governerà, ad instaurare un regime sempre più verticale, che taglierà fuori sempre di più i cittadini e consegnerà tutto il potere nelle mani dei partiti, che poi ci raccontano le favole sul come combattere la casta, i privilegi, i stipendifici statali, le pensioni d'oro eccetera, eccetera.

Pochi sembrano accorgersene, ma la fine degli Stati nazionali è davvero alle porte. E poi, voglio ribaltare la tesi Renzi-Boschi sul perché bisogna concentrare tutto il potere allo Stato centrale, nella città di ROMA?

Perché, avere un Governo e Senato confederale a Roma, un mini-Parlamento duosiciliano a Caserta, presso la nota Reggia; ed un altro mini-Parlamento tosco-padano a Sarego (VI), presso Villa Da Porto, non significa forse essere lungimiranti, vivere in una democrazia partecipata, stringere un patto federale con i propri territori o meglio con il proprio popolo?

Pertanto, invito i residenti di Valenzano a recarsi in massa alle urne e votare "NO" al Referendum, perché il mio e vostro "NO" sia forte, convinto e determinante; sia un freno al pasticcio politico-legislativo del Governo attuale; sia un monito per comprovare, che abbiamo intelligenza, dignità e consapevolezza di ragionare con la propria testa e di non essere adulati, sottomessi e tele-comandati; in ultimo, sia un NO plebiscitario, per dimostrare che il SUD (ex-Regno delle Due Sicilie) non vuole più essere colonia, serbatoio di voti, stampella e protesi di nessuno, ma vuole ritornare ad essere protagonista della vita politica, sociale, imprenditoriale ed industriale di se stesso!

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