Il Palazzetto a San Pio (già danneggiato) è chiuso, l'appello delle pallavoliste: "Non possiamo giocare la B, ospitateci"

Lo sfogo dell'Asd Europa sui social: "Vogliamo che i piccoli giochino li, nell'unica struttura del Municipio, ma al momento non è possibile. Non sono state effettuate le sanificazioni"

Il Palazzetto dello Sport a San Pio, quartiere nella periferia barese, è chiuso dopo la pandemia Covid e la squadra di pallavolo femminile non può allenarsi. Una situazione che appare ancora più paradossale, se pensiamo che l'Asd Europa milita in serie B. Attraverso la loro pagina Facebook hanno lanciato un appello, confermando la volontà di giocare le partite sul loro campo. Con la chiusura del palazzetto, però, non sono a rischio solo le partite del campionato. "Il palazzetto di San Pio, quello in cui vogliamo continuare a svolgere le nostre attività, è ancora nelle stesse condizioni in cui lo avevamo lasciato - scrivono - Il referente, che in realtà non dovrebbe più essere tale, non ha organizzato nessuna riunione, ci ha inviato un messaggio solo per dirci che gli orari, grosso modo, sarebbero stati quelli dell'anno scorso. Una valutazione assurda se si considera che noi siamo in B e che, come ogni anno, abbiamo moltissimi ragazzini interessati ad avviare o riprendere il proprio percorso pallavolistico. Non siamo gli unici che accusano questo disagio, noi vogliamo scriverlo nero su bianco però". Video e foto inviate alla redazione di BariToday mostrano le condizioni in cui la struttura era stata lasciata: muri pieni di muffe, acqua che gocciolava dal soffitto durante gli acquazzoni, con le atlete costrette a utilizzare secchi per evitare allagamenti durante gli allenamenti. Basta vedere questo post dello scorso anno per capire:

E in attesa di avere novità sulla riapertura del palazzetto, chiedono ospitalità alle altre strutture in città: "Svolgeremo lì, al San Pio, le attività possibili - scrivono - non appena sapremo come e quando questo potrà accadere, intanto chiediamo agli altri municipi di ospitarci. Perché questa è un'opportunità per i territori, il nostro non ne sa cogliere il valore e l'importanza e soprattutto non ha a cuore l'assioma che portiamo avanti da anni, ovvero che lo sport è vita...e quella vita la state negando ai giovani". L'appello è rivolto anche alle istituzioni: "Ogni anno combattiamo battaglie che non dovremmo combattere perché lo sport dovrebbe essere un diritto accessibile a tutti. Certo non siamo la Bari calcio, fosse così le istituzioni si sarebbero preoccupate? Vogliamo credere sia solo il periodo e non mancanza di interesse, anche se questo periodo dura da molti anni. Non c'è pandemia che regga le scuse. Pertanto, chiediamo asilo altrove, fino a quando non avremo risposte". 

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