Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Scompaiono le facoltà, Politecnico e Università approvano i nuovi statuti

Più potere ai dipartimenti, facoltà sostituite dalle "scuole", ingresso dei privati nel cda: sono alcune delle novità introdotte nei nuovi statuti dei due atenei baresi in base alle disposizioni della Riforma Gelmini

Cambiamenti organizzativi in vista per Università di Bari e Politecnico con l'approvazione dei nuovi Statuti. L'aggiornamento dei regolamenti interni è stato reso necessario dall'adeguamento alle disposizioni contenute  nella legge del 30 dicembre del 2010, meglio nota come "riforma Gelmini".

Scomparsa delle facoltà che lasciano il posto alle "scuole", più potere ai dipartimenti ai quali viene di fatto affidata, oltre che la ricerca scientifica, anche l'intera gestione dei corsi di laurea, ingresso dei privati nel Cda, adozione del Codice etico: queste le principali novità contenute nei nuovi statuti. Mentre quello del Politecnico è stato approvato ieri, il nuovo documento di governo dell'Università, ieri passato al vaglio del Cda, dovrebbe ottenere l'ok ufficiale del Senato accademico tra oggi e domani.

Una volta approvati dalle università, i due statuti verranno poi inviati a Roma, dove saranno esaminati dai tecnici del Ministero per verificare la congruenza con la legge di riferimento. Entro quattro mesi, dal Ministero dell'Università dovrà arrivare l'approvazione definitiva oppure, eventualmente, la richiesta di correzioni e integrazioni.  Solo dopo questo passaggio il nuovo regolamento potrà essere pubblicato in Gazzetta ufficiale e gli atenei potranno cominciare a organizzarsi per l'attivazione del nuovo regime.

Nonostante l'approvazione dei nuovi statuti abbia visto il coinvolgimento di tutti i soggeti interessati, i nuovi regolamenti sono stati in parte contestati dai rappresentanti degli studenti.  "Nonostante tutte le proposte formulate dal nostro consigliere di amministrazione, Leonardo Madio, presente all'interno della Commissione siano state accolte - scrivono gli studenti di  Link in una nota - continueremo a ribadire in ogni sede la nostra contrarietà alla riforma Gelmini, che continuerà a frammentare l'organizzazione didattica, rischiando di creare una fase di transizione governata dal caos o da lobby baronali, così come prevederà la presenza di soggetti esterni – nonostante l'elevato numero di incompatibilità – all'interno di un Consiglio di Amministrazione ristretto rispetto al passato (da 27 a 9 componenti) e meno democratico (la legge non prevede il meccanismo elettorale per la scelta dei componenti interni)".


A questi due link disponibili i documenti relativi a proposte e verbali che hanno riguardato la formulazione del nuovo statuto dell'Università:

https://oc.ict.uniba.it/home/organo-240/riunioni-organo/documenti-riunioni

https://oc.ict.uniba.it/home/organo-240/riunioni-organo/verbali-riunioni 


 

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