Immobili, imprese e due pizzerie: la Dia sequestra beni a pregiudicato di Bitonto

Nel mirino degli investigatori il patrimonio di Emanuele Sicolo, ritenuto vicino al clan Parisi: a far scattare il provvedimento la sproporzione fra i redditi "ai limiti della normale sopravvivenza" dichiarati, e i beni accumulati dall'uomo

Un noto ristorante-pizzeria con annesso parco giochi a Santo Spirito, una pizzeria-rosticceria di nuovo allestimento a Bitonto, due attività nel settore dei servizi alle imprese, e ancora due immobili, quattro auto e diversi rapporti bancari e finanziari. Sono i beni sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari al pregiudicato 46enne Emauele Sicolo.

Sicolo, con condanne definitiva per reati tra cui furto, rapina, detenzione e porto illegale di armi, omicidio, associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti, oltre ad essere "affiliato già dalla metà degli anni ’90 a sodalizi criminali operanti principalmente in Bitonto e in zone dell’hinterland barese" per gli investigatori avrebbe anche avuto contatti con i clan Capriati e Parisi. Il suo nome figura tra gli arrestati, nel marzo 2016, nell'ambito dell’operazione denominata “Do ut des”, che ha portato in  carcere 25 persone accusate di aver preso parte ad un’associazione mafiosa dedita alle estorsioni nei confronti di imprenditori, facente capo al boss di Japigia Savinuccio Parisi.

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"Il provvedimento odierno - spiega la DIA in una nota - emanato dal Tribunale di Bari - Sezione Misure di Prevenzione - su proposta del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, Nunzio Antonio Ferla, scaturisce da indagini svolte dagli uomini della D.I.A. sull’intero patrimonio del Sicolo, che hanno consentito di acclarare una netta sproporzione tra i redditi dichiarati nell’ultimo decennio dal suo nucleo familiare, ai limiti della normale sopravvivenza, rispetto agli investimenti effettuati nello stesso periodo, risultati di assoluta provenienza illecita".

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