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Nuova vita per gli immobili sequestrati ai clan, il Comune: "Un aiuto per l'emergenza abitativa"

Si tratta di 76 ville, appartamenti ed edifici commerciali distribuiti su tutto il territorio comunale. L'assessore al Patrimonio ed Erp: "Saranno utilizzati anche per finalità istituzionali e associazionistiche"

Sfruttare parte dei 76 immobili sequestrati alla mafia per risolvere l'emergenza abitativa in città, ma anche per attività di supporto a cittadini bisognosi e negozianti. La proposta arriva da Palazzo di città, attraverso le parole dell'assessore al Patrimonio ed ERP Vincenzo Brandi. Questa mattina la Giunta ha deliberato la volontà di acquisire i beni, segnalati all'interno di una nota dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Per il via libera definitivo bisognerà però attendere il 23 marzo, quando in Prefettura si terrà la Conferenza dei servizi per organizzare il trasferimento degli immobili sul territorio comunale. Prima di essere pronti ad un nuovo utilizzo, gli edifici saranno ristrutturati grazie ai fondi metropolitani del bando Pon metro e quelli statali messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture.

Oltre che al supporto delle politiche di housing sociale, le strutture verranno utilizzate per diversi altri scopi, come conferma l'assessore: "La maggior parte dei beni destinati al Comune di Bari - spiega - supporteranno finalità istituzionali e associazionistiche negli ambiti della cultura, dello sport, nel rafforzamento delle reti di welfare nonché per favorire il commercio locale". Fondamentale per questo sarà l'approvazione di un regolamento sulla gestione dei beni confiscati, come già proposto al tavolo di lavoro sulla legalità a cui hanno partecipato lo scorso 27 febbraio diverse associazioni. 

I beni confiscati - “I nuovi beni confiscati che entreranno a breve nella disponibilità del Comune di Bari - sottolinea Vitandrea Marzano , responsabile dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari - sono molto diversi dai precedenti per natura e localizzazione: si tratta in molti casi di ville, appartamenti, immobili di pregio anche ad uso commerciale o terziario distribuiti nell’intera città, a differenza dei precedenti, prevalentemente localizzati nel centro storico, a Carbonara e al Libertà". Dalle parole di Marzano si comprende quindi come la criminalità organizzata abbia modificato le sue attività a Bari, estendendo il suo controllo anche in quartieri residenziali che in cui in passato non aveva un controllo diretto. "Il Comune di Bari - conclude -, come già accaduto a Palermo o a Reggio Calabria, si troverà per la prima volta ad affrontare sfide di gestione relativamente alla possibilità di messa a reddito dei beni confiscati attraverso la locazione o il loro utilizzo per finalità istituzionali e per il rafforzamento dei servizi sul territorio”.

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