Cronaca Murat / Via Scipione Crisanzio

In Ateneo la protesta contro i tagli, i precari sfilano in 'corteo funebre'

L'iniziativa organizzata in occasione dell'incontro, oggi a Roma, tra il ministro dell'Università Carrozza e i rettori delle Università del Sud. Per l'intera giornata lezioni sospese e assemblee

Un "corteo funebre", con tanto di fascette nere al braccio e maglie con la scritta "Non voglio morire precario". Così questa mattina i 60 dipendenti precari del settore tecnico amministrativo dell'Università di Bari hanno manifestato la loro apprensione per i contratti che scadranno il 31 dicembre e che rischiano di non essere rinnovati a causa dei nuovi criteri di assegnazione delle risorse stabiliti dal decreto del governo, accusato di penalizzare le università del Sud.

L'iniziativa, anticipata ieri dall'affissione di una serie di 'manifesti funebri" nei corridoi dell'Ateneo, è stata organizzata in occasione della giornata di mobilitazione di tutti gli Atenei del Sud, in concomitanza con l'incontro, oggi a Roma, tra il ministro Carrozza e i rettori degli atenei del Sud, che da tempo chiedono al governo di ritirare il decreto.

"C'è stata una sperequazione tra gli atenei del Sud e quelli del Nord - ha detto Luca De Toma del coordinamento precari del personale tecnico amministrativo di Bari - A Pisa, per fare un esempio, c'è un turn over anche del 200 per cento". Alla manifestazione ha partecipato anche il direttore generale dell'Università, Gaetano Prudente. "Quando non sono capace di risolvere un problema mi sento in imbarazzo - ha esordito incontrando i lavoratori - Ma stiamo facendo il possibile, auguriamoci che tutto si risolva per il meglio". "Uno che lavora da dieci anni non è precario - ha concluso - E' formalmente precario".

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