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Inaugurata la nuova Associazione Antiracket di Bari

Avrà sede in piazza Moro: presidente, Giuseppina Lacarbonara, vittima del racket cinque anni fa. L'invito da parte delle autorità alla collettività: "Abbiate coraggio: senza denunce non si può combattere questo fenomeno, nessuno viene lasciato solo"

Ieri mattina presso la Sala Specchi della Prefettura di Bari, imprenditori e commercianti si sono riuniti per dire ‘no’ al pizzo: è stata infatti inaugurata l'Associazione Antiracket di Bari, una nuova realtà nella lotta alle estorsioni.

Presidente della neonata associazione, che avrà sede in piazza Moro, è l’imprenditrice Giuseppina Lacarbonara, commerciante titolare di un esercizio commerciale nel quartiere Carrassi, che cinque anni fa fu vittima di estorsione da parte della criminalità locale.

All'incontro erano presenti anche il viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, il Commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Santi Giuffrè, il procuratore capo della Dda di Bari Giuseppe Volpe e il presidente della FAI (Federazione associazioni antiracket e antiusura italiane) Tano Grasso.

"Le carenze di organico tra le forze dell'ordine non siano un alibi: le estorsioni e la criminalita' si combattono anche grazie alle denunce dei cittadini" ha esordito il viceministro Bubbico, che poi ha aggiunto: "Le associazioni antiracket e antiusura sono fondamentali, spesso ciò che manca è esattamente la denuncia da parte di chi subisce pressioni criminali".

“Le associazioni antiracket sono alla stregua di un ausiliario di polizia giudiziaria, il braccio destro della magistratura" ha dichiarato il procuratore Volpe, che ha poi ricordato come per avviare le indagini siano necessarie le denunce.

 

E l'invito a non avere paura è giunto anche da Tano Grasso: "Non e' mai accaduto che una vittima sia stata lasciata sola dopo aver denunciato. Le associazioni antiracket - ha aggiunto il presidente FAI - esistono per svelare le vittime nascoste, consentire loro di trovare il coraggio di denunciare e aiutarle ad interloquire con le istituzioni".

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