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"Nel nome di Paola e delle donne": nasce Centro Antiviolenza di via Napoli

Inaugurata la struttura gestita da Giraffa Onlus e intitolata alla psichiatra uccisa nel 2013 sul posto di lavoro da un paziente. Il ricordo del marito, Vito: "Si è trattato di un femmicidio: è morta in quanto donna"

"E' morta sul lavoro in quanto donna. Si è trattato di un femminicidio. E' un po' una beffa ma sappiamo che adesso, in strutture come queste, ci sono misure di sicurezza. Ce ne fossero state prima tutto cià non sarebbe forse accaduto". Paola Labriola, uccisa il 4 settembre 2013 da un paziente mentre si trovava nel Centro di Igiene Mentale di via Tenente Casale, rivive nelle parole di suo marito, Vito, nel giorno dell'inaugurazione del Centro Antiviolenza a lei dedicato, nei locali di un appartamento confiscato alle Mafie in via Napoli, nel quartiere Libertà: un punto di riferimento per le donne in difficoltà, in cui si potrà ricevere assistenza e supporto di tipo psicologico, sociale e legale.

Il centro è il secondo in città ed è gestito dall'Associazione Giraffa Onlus (Gruppo indagine e Resistenza alla Follia Femminile) che da anni gestisce una struttura apposita, ora iscritta ufficialmente al registro regionale. Alla cerimonia di intitolazione è intervenuto anche il procuratore della repubblica di Bari, Giuseppe Volpe: "Con la mia presenza volevo dare un segno a organizzazioni come questa che riteniamo particolarmente importanti per il territorio. Di recente, per la prima volta,  è stata inserita, nella sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri in Procura, una sottoufficiale che si occuperà di indagini relative a episodi di violenza contro le donne e i minori. Voglio sottolineare che, mentre nell'ultimo anno Giudiziario che va da luglio 2014 a giugno 2015 si è registrato un sensibile calo di episodi di omicidi e tentati omicidi,  in aumento ci sono i casi riguardanti con donne vittime. La Procura è estremamente attenta e vigile anche su episodi ritenuti meno rilevanti per prevenire, intervenendo sollecitamente, fatti più gravi. Le vittime hanno bisogno di qualcuno che le porti per mano al processo, consentendo di raccogliere le istanze di chi ha necessità di aiuto e ha quasi timore di agire".

L'assessore al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, ha voluto sottolineare l'impegno e il sacrificio di Paola Labriola, assassinata mentre svolgeva normalmente il suo lavoro: "L'intitolazione ha un significato particolare perché Paola è stata vittima in quanto operatrice socio sanitaria e in quanto donna. Il centro si aggiunge ai presìdi e ai programmi che il Comune sta portando avanti per potenziare il sostegno e l'accoglienza a chi subisce violenze, promuovendo anche la lotta agli stereotipi di genere. La maggior parte delle violenze avviene tra le mura domestiche e le donne sono doppiamente vittime nel caso siano anche madri. Le azioni del centro antiviolenza dedicato a Paola Labriola consisteranno in assistenza psicologica, legale e sociale, utilizzando strumenti e protocolli specifici". Commosso anche il ricordo della presidente di Giraffa Onlus, Maria Pia Vigilante: "E' un modo per restituire Paola alla città, una donna uccisa in maniera efferata che ha subito una violenza doppia. Dedicare un centro è in qualche modo ridarle cio che aveva fatto nel corso di questi anni". Da questo punto di vista, l'impegno del centro antiviolenza è notevole: nel 2015 le operatrici hanno ricevuto 76 chiamate, di cui 40 per segnalare violenza psicologica e fisica, quasi nella metà dei casi perpetrata dal coniuge. 

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