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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca Cassano delle Murge

Tredici roghi appiccati in aree boschive e rifiuti dati alle fiamme, arrestato ex addetto antincendio nel Barese

L'uomo è ritenuto l'esecutore materiale di quindici episodi, commessi tra il 2020 e il 2021 nella zona di Cassano delle Murge. Le indagini condotte dai carabinieri forestali, coordinati dalla Procura, hanno portato dopo due anni all'identificazione del presunto responsabile, un ex dipendente Arif

Sarebbe il responsabile di almeno quindici incendi, appiccati tra il 2020 e il 2021: tredici in danno di aree boschive, e due riguardanti rifiuti speciali  e rifiuti solidi urbani. Dopo due anni di indagini, i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, del Gruppo Carabinieri Forestale di Bari, guidati dal colonnello Giovanni Misceo e coordinati dalla Procura di Bari, sono giunti all'identificazione del presunto responsabile degli episodi, tutti commessi in diverse località dell'agro di Cassano Murge. In arresto, in esecuzione di un'ordinanza cautelare personale emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari, è finito un uomo del luogo, in passato dipendente della Regione Puglia e in particolare dell'Arif (Agenzia regionale attività irrigue e forestali della Puglia) con incarico di addetto all’antincendio boschivo. 

Nel corso delle indagini, i carabinieri forestali hanno ricostruito le azioni, grazie all’impiego di tecniche operative e investigative basate sul punto di individuazione della probabile insorgenza degli incendi, il cosiddetto 'Metodo delle Evidenze Fisiche', associato all’utilizzo di tecnologie che hanno consentono il monitoraggio del territorio e l’identificazione del presunto responsabile. Sono state, pertanto, repertate le aree percorse dagli incendi ed analizzate le modalità di propagazione degli stessi tenendo conto di una serie di elementi indiziari presenti sui luoghi e sulle cose, "che hanno consentito di dimostrare il carattere doloso degli eventi nonché l’offesa arrecata al patrimonio boschivo". Si è così giunti all'identificazione dell'indagato, "dotato - sottolineano gli investigatori - di particolare esperienza e destrezza nel non lasciare traccia alcuna delle proprie azioni e mosso da una volontà concreta e reiterata di colpire il bosco". L'uomo dovrà rispondere dei reati di incendio boschivo e combustione illecita di rifiuti, tutti commessi con dolo.

L’esito dell'indagine - sottolineano gli investigatori - si colloca al termine di una stagione estiva caratterizzata da 137 incendi boschivi che hanno colpito le province di Bari e BAT mandando in fumo oltre 1000 ettari di bosco, con un danno ingente al patrimonio naturalistico e ambientale, considerando anche l’inquinamento generato dallo smaltimento dei rifiuti mediante abbruciamento.
 

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