Incendio negli uffici del Giudice di Pace, distrutte soltanto le schede delle ultime elezioni

Secondo gli inquirenti le fiamme, che si ipotizza sia state appiccate volontariamente, non hanno bruciato i fascicoli dei processi

La sede del Giudice di Pace al San Paolo

Bruciate soltanto le schede dell'ultima tornata elettorale. Questo il risultato del rogo che ha distrutto il 24 marzo parte degli uffici del Giudice di Pace di Bari, ubicati all'ingresso del quartiere San Paolo. Secondo le indagini della Digos e dei Vigili del Fuoco, coordinate dal pm della Direzione distrettuale antimafia Isabella Ginefra, hanno accertato che le fiamme non hanno toccato i fascicoli dei processi custoditi in un'altra zona dello stesso archivio, ma soltanto le schede che non è escluse fossero proprio l'obiettivo della presunta azione vandalica.

L'ipotesi: "Rogo appiccato volontariamente"

Gli inquirenti ipotizzano infatti che il rogo sia stato appiccato volutamente, forse proprio per distruggere i documenti relativi alle elezioni di marzo. Si parla infatti del reato di incendio doloso con l'aggravante mafiosa. Le fiamme hanno danneggiato anche parte dell'impianto fognario, rendendo inagibili i bagni del Giudice di Pace. Sono in corso verifiche anche su danni ad alcune colonne montanti. Una situazione che ha avuto ricadute anche sui processi in corso: su disposizione del presidente del Tribunale di Bari, Domenico De Facendis, da questa mattina i magistrati possono rinviare le udienza, come già oggi è avvenuto. L'area è al momento sotto sequestro.

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