Roghi di rifiuti nelle campagne, nelle periferie cresce l'allarme: "Fenomeno sempre più diffuso"

L'ultimo episodio ieri sera in un terreno incolto nei pressi dell'Ikea, il secondo a distanza di una settimana. Sul posto Rangers d'Italia, vigili del fuoco e polizia municipale. Ma diverse sono le zone interessate dal problema: residenti sempre più preoccupati

L'incendio di ieri sera tra Mungivacca e Japigia

Era accaduto poco più di una settimana fa, è successo di nuovo ieri sera. Qualcuno ha appiccato il fuoco in un terreno incolto lungo una complanare della statale 100, nei pressi dell'Ikea, a Mungivacca. A bruciare, con ogni probabilità, rifiuti, come ipotizzabile dall'odore acre e dal fumo nero che hanno invaso l'intera zona. I primi ad intervenire sul posto sono stati i volontari dei Rangers d'Italia, che, impegnati in un servizio di pattugliamento, hanno visto la densa colonna di fumo levarsi dalla campagna. E' subito partita la richiesta di intervento ai Vigili del Fuoco e alla Polizia municipale. 

Da Japigia a Ceglie, campagne martoriate

Ma quanto accaduto ieri sera non è certo un fatto nuovo. Anzi, si tratta piuttosto di un fenomeno tristemente noto, che accomuna molte zone della città, e che preoccupa sempre più i cittadini, allarmati dalle sostanze tossiche prodotte dai continui incendi di rifiuti. A patire sono soprattutto le periferie, quelle in cui il tessuto urbano lascia ancora ampio spazio alle campagne. Campagne sempre più abbandonate a sè stesse e martoriate dalla presenza di rifiuti e relativi incendi. "Ieri siamo intervenuti a Mungivacca, ma segnalazioni di questo genere le riceviamo da diversi quartieri. Da Japigia, oppure dalla zona di Ceglie-Loseto", spiega Cristiano Scardia, vicepresidente regionale dei Rangers d'Italia. "Ad esempio - prosegue - venerdì scorso siamo intervenuti nella zona di via Trisorio Liuzzi, a Loseto, sempre per un incendio di rifiuti".

Le richieste dei cittadini: controlli e fototrappole per combattere il fenomeno

Episodi sempre più frequenti, la cui dinamica è ormai nota, così come le zone in cui si concentrano i roghi. Spesso, dietro questi incendi, c'è il recupero di metalli. Chi agisce prima accumula i rifiuti in un terreno incolto, in una zona poco frequentata. In un secondo momento appicca il fuoco, e si allontana, per poi tornare sul posto a 'recuperare' il possibile a combustione ormai completata. Nel frattempo, però, a respirare i fumi che si sprigionano dai quei roghi sono i cittadini che hanno la 'sfortuna' di abitare in quelle zone. 

Probabilmente, un controllo più capillare delle zone di campagna interessate dal fenomeno rappresenterebbe almeno un deterrente per gli 'incendiari' di rifiuti. Così come l'installazione di fototrappole, altra soluzione invocata dai residenti delle zone colpite dai 'roghi tossici'.

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Le segnalazioni al numero per i reati ambientali

"Come volontari dei Rangers, anche se in pochi, facciamo il possibile per essere presenti sul territorio. Servirebbe un coordinamento delle forze dell'ordine per garantire una buona copertura anche delle zone rurali", aggiunge Scardia. "Numerose segnalazioni relative all'abbandono di rifiuti in aree non demaniali - conclude - le abbiamo raccolte anche quest'estate, attraverso il numero verde per i reati ambientali". Segno di un problema sempre più comune, come detto, ma anche di una maggiore sensibilità dei cittadini, sempre più allarmati e pronri a denunciare il fenomeno.
 

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