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La Zona Industriale di Bari-Modugno (Foto di repertorio)

La Zona Industriale di Bari-Modugno (Foto di repertorio)

Raccolta firme contro l'inceneritore della zona industriale: "Salvaguardare l'ambiente"

Il sindaco di Modugno, Nicola Magrone: "Si va compattando un fronte contro l'opera. La Zona industriale è già compromessa da un punto di vista ambientale"

Una raccolta firme contro la realizzazione dell'impianto inceneritore di rifiuti nel territorio di Bari, al confine con Modugno: l'opera, a cura dell'azienda Newo, sarà a servizio dell'impianto di bio-stabilizzazione dell'Amiu e ha già ottenuto dalla Regione l'Autorizzazione Integrata Ambientale. Il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione ha lanciato una petizione online per manifestare la contrarietà alla realizzazione dell'inceneritore: "Si va compattando - spiega il sindaco di Modugno, Nicola Magrone - un fronte trasversale de no che va dal vicepresidente del Consiglio regionale Peppuno Longo, benché a fatto compiuto, ai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle tra cui Antonio Trevisi, passando per i Medici per l'Ambiente col referente regionale Agostino Di Ciaula". Nella petizione, lanciata attraverso la piattaforma change.org, si chiede al sindaco di Bari, Antonio Decaro, "di azzerare gli accordi tra AMIU PUGLIA e NEWO aventi ad oggetto l'impiego di un inceneritore a servizio dell'impianto di bio-stabilizzazione di AMIU. La zona industriale di Bari-Modugno presenta una situazione già compromessa dal punto di vista ambientale. Occorre procedere speditamente alla riduzione della produzione dei rifiuti e al loro riciclo senza trovare scorciatoie".

"Newo è una newco con sede a Foggia - si specifica in una nota del sindaco - che ha di recente ottenuto dagli uffici regionali la cosiddetta Autorizzazione Integrata Ambientale per un impianto di ossicombustione che potrà bruciare i rifiuti (pericolosi e non) provenienti dall’impianto di bio-stabilizzazione di AMIU Bari. Il progetto prevede che i rifiuti urbani raccolti e poi trattati dall’impianto AMIU siano portati alla NEWO e bruciati, in un impianto mai realizzato prima, che utilizza comburente composto al 90% da ossigeno. Il progetto approvato dagli uffici regionali prevede che i due tipi di rifiuti, liquido e biostabilizzato, prodotti in Amiu, siano inviati all’impianto NEWO e siano nuovamente mescolati per ottenere un composto fluido denominato slurry e, infine, iniettati ad alta pressione in un reattore che lavora a temperature superiori ai 1200 C°. Per il suo insediamento in territorio di Bari a ridosso di quello di Modugno, la Newo è destinataria di finanziamenti europei. Il Comune di Bari ha consentito l'insediamento, quello di Modugno si è opposto".

Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio: "Abbiamo contattato il Comune di Modugno - afferma - per valutare i presupposti per un contenzioso contro un progetto calato dall'alto, su un territorio che purtroppo non è di nostra competenza (non si trova a Bitonto). Parlo, ovviamente, dell'inceneritore in una zona comunque molto vicina a tutti noi. In questa Terra ci vivremo, ma vogliamo viverci bene". Per il consigliere regionale pugliese Gianluigi Trevisi (M5S), "Modugno è stata inserita tra le 11 città più a rischio per inquinamento nella regione Puglia e in estate l’aria diventa irrespirabile a causa delle emissioni odorigene prodotte dagli impianti già esistenti. L’impianto, anche se sperimentale, sarebbe collocato in un’area densamente urbanizzata e già molto critica dal punto di vista ambientale e di conseguenza, questo impianto andrebbe ad aggiungere inquinamento ad inquinamento. Proprio per salvaguardare aree che, come questa, già pagano un costo ambientale elevato, la scorsa settimana ho protocollato una mozione urgente sul “fattore di pressione” che è fondamentale introdurre anche in Puglia: oltre a tutelare i territori, garantirebbe la disponibilità di una adeguata estensione delle aree idonee per la localizzazione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti, anche nel rispetto dei criteri localizzativi già previsti". Infine, per il Pd modugnese "non c’è dubbio che il ciclo dei rifiuti deve essere chiuso, così come non c’è dubbio che tutte le Città, e Bari per prima, sentono il dovere di spingere sulla raccolta differenziata porta a porta. Lo sappiamo a Modugno dove abbiamo sostenuto la strategia Rifiuti Zero e sosteniamo quindi la massima partecipazione possibile dei cittadini liberi e di quelli organizzati in associazioni, affinché la differenziazione dei rifiuti, specie della frazione umida, e il loro recupero e riuso, siano in cima alle strategie di abbattimento della quantità di rifiuti indifferenziati da smaltire".

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