Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Inchiesta Dec, la truffa sul direzionale: "Modificarono il contratto a danno del Comune"

Secondo i pm l'ex dirigente comunale Nitti, in accordo con i De Gennaro, avrebbe eliminato dal contratto un articolo sulle indennità di esproprio, che avrebbero dovuto essere a carico dei costruttori, provocando all'amministrazione un danno da 3,5 milioni

Il centro direzionale al San Paolo

I De Gennaro non sarebbero stati disposti a pagare oltre una certa somma per le indennità di esproprio per la costruzione del Centro Direzionale al quartiere San Paolo. Per questo, l'ex dirigente comunale Vito Nitti, d'accordo con gli imprenditori, eliminò l'articolo contenuto nel contratto d'appalto che prevedeva che le indennità fossero pagate dalla Dec, e lasciando invece che fosse il Comune a farsi carico della spesa, provocando all'amministrazione un danno di circa 3,5 milioni di euro.

E' quanto sostengono i pm nelle pagine della richiesta di arresto per sette dei 51 indagati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti pubblici vinti dal gruppo Degennaro dal 2004 in poi. L'intero contratto d'appalto - spiegano gli inquirenti - sarebbe stato dapprima concordato e successivamente letteralmente dettato a Vito Nitti, ex dirigente comunale, dal responsabile della commessa per l'impresa, Raffaele Contessa, e da Gerardo De Gennaro. Agli atti ci sarebbe infatti una intercettazione telefonica tra Nitti e De Gennaro in cui i due parlano esplicitamente del "problema dell'articolo 10" (quello sulle indennità, appunto) concordando alla fine di  eliminarlo completamente dal contratto. Le decisione sarebbe stata comunicata il giorno seguente da Nitti a Vito Alfonso, dirigente del settore espropriazioni, dicendogli esplicitamente che la versione iniziale del contratto non piaceva ai De Gennaro.

La vicenda avrebbe richiamato l'attenzione anche dell'Avvocatura comunale, che si sarebbe detta "preoccupata" circa "le possibili responsabilità del Comune di Bari",  indirizzando una nota "oltre che alle varie Ripartizioni Comunali interessate - sottolineano i pm - al sindaco, al direttore generale, al capo di Gabinetto e ai vari assessori competenti, anche a Vito Nitti, che in quel momento non ricopre alcuna funzione, quasi a voler già identificare la responsabilità dell'ex direttore della Ripartizione che ha predisposto il disciplinare d'esproprio". Per i pm questa sarebbe l'ulteriore prova che "il disciplinare di delega è stato adattato alle migliori condizioni per il concessionario esponendo il Comune ad un rischio certo".

Ma l'ex dirigente comunale Vito Nitti respinge le accuse a suo carico. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia svoltosi ieri, l'ex direttore della Ripartizione Edilizia pubblica del Comune

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avrebbe negato anche di aver ottenuto lavori negli immobili di sua proprietà quale prezzo della presunta corruzione ipotizzata dalla Procura, affermando invece di averli regolarmente pagati. 

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