Cronaca

Inchiesta escort, condannato a un anno l'avvocato amico di Tarantini

Condannato alla pena (sospesa) di un anno di reclusione l'avvocato Salvatore Castellaneta, per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione

Il gup del tribunale di Bari Ambrogio Marrone ha condannato alla pena (sospesa) di un anno di reclusione l'avvocato Salvatore Castellaneta, detto Totò, amico di Gianpaolo Tarantini, per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Castellaneta è stato assolto in abbreviato dall'associazione per delinquere. Per l'imputato, ritenuto dall'accusa il referente dell'organizzazione criminale per le feste private organizzate da Silvio Berlusconi a Milano, era stata chiesta la condanna a 16 mesi di reclusione.

I pm Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis avevano chiesto la condanna dell'imputato per i reati di associazione per delinquere finalizzata all'induzione, al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione di due donne (Grazia Capone e Lucia Rossini) in due distinti episodi avvenuti nel settembre e nel novembre 2008, ad Arcore e a Palazzo Grazioli. Gli altri sette imputati coinvolti nel procedimento, tra cui i fratelli baresi Gianpaolo e Claudio Tarantini e la tedesca Sabina Beganovic (in arte Began), la cosiddetta 'ape regina' delle feste dell'ex premier, sono stati rinviati a giudizio con le stesse accuse il 12 novembre scorso. Il processo nei loro confronti inizierà il prossimo 6 febbraio. Oltre ai fratelli Tarantini e a Sabina Began, sono imputati le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, e gli amici e soci in affari di Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia. Del reato associativo rispondono in concorso Gianpaolo Tarantini, Faraone e Verdoscia. Ventuno gli episodi contestati dal settembre 2008 al maggio 2009, in cui vengono citate le 26 ragazze 'reclutate' per i 21 incontri avvenuti tra settembre 2008 e maggio 2009, a Palazzo Grazioli, Villa San Martino e Villa Certosa: tra queste Manuela Arcuri e Sara Tommasi.

L'avvocato fasanese Salvatore Castellaneta, condannato oggi ad un anno di reclusione con rito abbreviato nel processo sulle escort portate nelle residenze di Silvio Berlusconi, per due anni non potrà essere nominato tutore o curatore. È la pena accessoria prevista dalla legge Merlin per chi viene condannato per reati in materia di prostituzione. Come la condanna, anche la pena accessoria è sospesa. L'avvocato Castellaneta è stato infatti condannato per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. È stato inoltre assolto dal reato di associazione per delinquere in concorso con Gianpi Tarantini e altri due imputati (che saranno processati con rito ordinario). Nei suoi confronti il gup Ambrogio Marrone ha disposto anche l'interdizione dai pubblici uffici e dall'esercizio della tutela e della curatela, sulla base dell'articolo 6 della legge Merlin, per la durata di due anni. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Nel processo celebrato con rito abbreviato sono stati presi in considerazione oltre agli atti raccolti dalla Procura durante la fase delle indagini preliminari, anche le dichiarazioni di una delle ragazze indotte da Castellaneta e da Gianpi Tarantini a prostituirsi per Silvio Berlusconi. Si tratta della 29enne Grazia Capone, nota alle cronache come 'l'Angelina Jolie di Bari', sentita come testimone nell'udienza dello scorso 30 settembre. In aula la ragazza riferì di una serata ad Arcore, il 28 settembre 2008, in cui passò tutta la notte con Berlusconi ''a chiacchierare''. Il secondo episodio contestato all'avvocato Castellaneta riguarda il presunto reclutamento della 29enne Lucia Rossini, risalente all'autunno dello stesso anno. Rossini è nota per essersi fotografata assieme a Barbara Montereale in uno dei bagni di Palazzo Grazioli.

(Ansa)

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