Cronaca

Inchiesta sull'omicidio Labriola, perquisizioni negli uffici della Asl

Perquisite anche le abitazioni dei quattro funzionari indagati nell'ambito dell'indagine della Procura di Bari sull'uccisione della psichiatria. Secondo l'accusa avrebbero falsificato i documenti relativi alla sicurezza del centro di Salute mentale in cui avvenne l'omicidio

Perquisizioni negli uffici della Asl e nelle abitazioni dei quattro funzionari indagati nell'inchiesta sull'omicidio Labriola sono state eseguite questa mattina dalla Polizia.

Nel fascicolo aperto dalla Procura di Bari, quattro funzionari, tra cui il direttore generale della Asl Domenico Colasanto, sono indagati con l'accusa di aver falsificato i documenti relativi alle condizioni di sicurezza nel Centro di Salute mentale del quartiere Libertà in cui la psichiatra lavorava. Paola Labriola fu uccisa a coltellate da un paziente nel suo ambulatorio la mattina del 4 settembre.

In particolare, i reati ipotizzati sono di concussione per induzione nei confronti del direttore generale Domenico Colasanto (attualmente sospeso) e del funzionario Alberto Gallo; Gallo e altri due funzionari della Asl, Baldassarre Lucarelli e Pasquale Bianco, sono indagati per falso. Stando alle dichiarazioni di Gallo, acquisite nel corso di un incidente probatorio, i Documenti di valutazione dei rischi dei Csv baresi sarebbero stati falsificati all'indomani dell'omicidio su indicazione di Colasanto.

Dagli uffici della Asl agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari hanno portato via computer e dati informatici oltre a documentazione cartacea. La magistratura barese punta ad accertare, oltre all'esatta ricostruzione del delitto (contestato al 44enne Vincenzo Poliseno), "responsabilità connesse, precedenti e successive all'omicidio, miranti ad occultare le responsabilità della Asl di Bari".

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