Presunte tangenti per pilotare sentenze e indagini, l'ex pm di Trani Savasta non risponde ai magistrati

Il magistrato attualmente in servizio al Tribunale di Roma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice Nardi e l'ispettore Di Chiaro respingono invece le accuse

Il magistrato del Tribunale di Roma Antonio Savasta, arrestato lunedì con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell'interrogatorio di garanzia in carcere davanti al gip Giovanni Gallo. Savasta, già sostituto procuratore di Trani, è accusato, a vario titolo, con l'ex gip tranese Michele Nardi e un ispettore di polizia in servizio a Corato, Vincenzo Di Chiaro, di aver pilotato sentenze giudiziarie e indagini attraverso tangenti: i tre sono stati arrestati lunedì scorso. 

Secondo l'inchiesta della Procura di Lecce, sarebbe stato messo su un piano criminoso che "attraverso il costante ricorso alla corruzione di pubblici ufficiali - proseguono - assicurava favori nei confronti di falcoltosi imprenditori", in alcuni casi anche con l'intermediazione attraverso avvocati. Le vicende contestate risalirebbero al periodo 2014-2018.

L'ispettore e il magistrato respingono le accuse

Successivamente si sono svolti anche gli interrogatori di Michele Nardi e Vincenzo Di Chiaro, che hanno respinto le accuse. Nardi, ora pm a Roma che all'epoca dei fatti contestati era gip a Trani, ha risposto per circa tre ore alle domande del gip di Lecce; ha poi raccontato la sua verità fornendo al magistrato inquirente, Roberta Licci, anche spunti per verificare e riscontrare le dichiarazioni rese. Si è definito completamente innocente, attribuendo le accuse a dissidi di natura personale col suo principale accusatore, l'imprenditore di Corato, Flavio D'Introno. Contrasti che Nardi avrebbe ricondotto alla vicenda della ristrutturazione di una villa di proprietà di sua moglie a Trani.

Durante l'interrogatorio Nardi ha anche negato di avere avuto rapporti di amicizia con Antonio Savasta, respingendo le accuse sulla  la presunta associazione per delinquere che lo vedrebbe coinvolto insieme all'ex pm di Trani. Ha spiegato che da tempo, quando i due magistrati erano in servizio a Trani, i loro rapporti si erano deteriorati per disparità di vedute e di comportamenti. Al termine dell'interrogatorio il gip Gallo si é riservato di decidere.

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