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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca Gioia del Colle

Presunte tangenti per le case popolari a Gioia, imputati assolti: tra loro anche l'ex sindaco Povia

Gli arresti nel febbraio 2015, con le accuse, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti. La sentenza del gup: "Il fatto non sussiste"

Imputati assolti "perchè il fatto non sussiste". Si è concluso così il processo sulla presunta tangente da centomila euro pagata da un imprenditore locale per aggiudicarsi la gara per la realizzazione di alloggi popolari a Gioia del Colle. La sentenza è stata emessa oggi dal gup del Tribunale di Bari Alessandra Susca.

Gli arresti scattarono nel febbraio 2015. Nell'inchiesta era coinvolto anche l'allora sindaco della cittadina, Sergio Povia, che in seguito allo scandalo si dimise. I reati contestati dal pm Claudio Pinto erano, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti.

Insieme all'ex primo cittadino, sono stati assolti anche il responsabile dell'ufficio tecnico comunale Rocco Plantamura, i commercialisti Antonio Martielli e Nicola Bruno, la dipendente dell'ufficio urbanistico Rosa Sedora Celiberti. Il giudice ha inoltre dichiarato il non luogo a procedere per gli altri due imputati che non avevano chiesto riti alternativi, il responsabile dell'ufficio urbanistica comunale Nicola Laruccia e l'architetto salernitano Nicola Manzo.

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