Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Inchiesta sanità, la difesa di Frisullo: "Tarantini non aveva soldi per versare le tangenti"

La difesa dell'ex vicepresidente della Regione chiede al gup di Bari di trascrivere circa 80 intercettazioni in cui si dimostrerebbe che l'imprenditore versava in condizioni economiche tali da non avrebbe mai potuto pagare tangenti a Frisullo

Tra luglio 2008 e marzo 2009 i fratelli Gianpaolo e Claudio Tarantini avrebbero attraversato una situazione economica gravissima tanto da non avere neppure i soldi per fare la spesa quotidiana. Il dato emergerebbe da 80 conversazioni telefoniche che la difesa dell'ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd), chiede ora al gup di Bari di trascrivere per dimostrare, contrariamente a quanto afferma Gianpaolo Tarantini, che l'imprenditore non aveva proprio la possibilità di pagare tangenti a Frisullo.

L'udienza preliminare si svolge dinanzi al gup Alessandra Piliego: sono imputati Frisullo e altre quattro persone coinvolte in una delle inchieste sulla gestione della sanità pugliese. Gli imputati - i fratelli Tarantini, Vincenzo Valente, ex direttore amministrativo dell'Asl di Lecce e Antonio Montinaro, all'epoca dei fatti primario di neurochirurgia del Vito Fazzi di Lecce - sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, turbativa d'asta e millantato credito.

Il difensore di Frisullo, Michele Laforgia, ha chiesto anche al giudice di ascoltare le intercettazioni compiute dalla procura sulle utenze telefoniche del politico nell'ambito delle indagini sugli accreditamenti di alcune cliniche private presso la Regione Puglia; e di trascrivere le telefonate relative ai rapporti tra Tarantini e alcuni esponenti politici, anche del centrodestra. Durante l'udienza il difensore ha rilevato che la procura ha monitorato i conti correnti di Frisullo e dei suoi otto fratelli sperando di trovare traccia dei 100mila euro ritenuti provento di tangenti. Tarantini - secondo l'accusa - ha versato a Frisullo: 12.000 euro al mese per undici mesi (da gennaio a novembre 2008), 50.000 euro in una circostanza, ha acquistato per il politico costosi capi d'abbigliamento, buoni benzina, gli ha fatto regali di vario genere e pagato le prestazioni sessuali delle prostitute Maria Teresa De Nicolò, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, oltre a fornirgli un'autovettura e un autista e il servizio di pulizia settimanale di un appartamento che Frisullo utilizzava.

(ANSA)

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