Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Inchieste sanità, Tarantini chiede di partecipare al processo

L'imprenditore, attualmente rinchiuso nel carcere di Poggioreale per la presunta estorsione a Berlusconi, ha chiesto di poter prendere parte alle udienze baresi che lo vedono imputato per presunti illeciti nelle forniture di materiale sanitario ad alcune Asl pugliesi

Torna a far parlare di sè l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Dal carcere di Poggioreale, dove è attualmente rinchiuso per la presunta estorsione al premier Berlusconi, Tarantini ha chiesto per bocca del suo legale di poter assistere di persona  alle udienze del processo barese che lo vede imputato per associazione per delinquere, corruzione e falso nell'ambito di una inchiesta su presunti illeciti nelle forniture di materiale sanitario ad alcune Asl pugliesi.

Un radicale cambiamento di idea, o forse di strategia, da parte dell'imprenditore, che è sempre stato contumace dall'inizio del processo nel gennaio 2011. Per accogliere la richiesta di Tarantini, infatti, il Tribunale  dovrà disporre la traduzione dell'imputato dal luogo di detenzione a Bari.valuterà quel giorno se partecipare oppure no. La stessa procedura sarà adottata laddove il Tribunale del Riesame di Napoli dovesse concedergli gli arresti domiciliari.

Tarantini è imputato insieme con il fratello Claudio, il coordinatore regionale della 'Puglia Prima di Tutto', Tato Greco, e gli ex primari di ortopedia degli ospedali di Putignano, Raffaele Bancale, di Monopoli, Paolo Dell'Aera e di San Severo, Rossano Cornacchia. I fatti contestati nel processo barese risalgono al periodo compreso tra il 2001 e il 2004 e in un paio d'anni tutti i reati potrebbero cadere in prescrizione. Secondo l'accusa Greco, con i fratelli Tarantini, prese parte ad un'associazione per delinquere finalizzata ad influenzare i vertici delle aziende ospedaliere pugliesi nell'acquisto dei prodotti sanitari commercializzati dalle società della famiglia Tarantini delle quali Greco è ritenuto dall'accusa socio occulto. I tre avrebbero corrotto funzionari e impiegati amministrativi delle Asl e dirigenti medici e falsificato provvedimenti con cui le forniture venivano dichiarate infungibili, alterando le gare d'appalto e sbaragliando in questo modo la concorrenza.

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